Valerioventuri’s Weblog

maggio 27, 2008

Rauti a giudizio per Piazza della Loggia

Filed under: attualità,italia,politica — valerioventuri @ 10:42 pm

BRESCIA. Trentaquattro anni fa una bomba esplodeva a Brescia. Era nascosta in un cestino della spazzatura, provocò 8 morti e 94 feriti. In piazza della Loggia, il 28 maggio del 1974, si stava svolgendo una manifestazione contro il terrorismo organizzata dai sindacati e da un comitato antifascista; dopo la strage si indagò per capire chi erano i mandanti. Oggi, quasi sei lustri dopo,rimane il ricordo amaro, le immagini di corpi straziati, innocenti, esanimi.
I famigliari delle vittime rimasti a combattere insieme agli inquirenti speranoche sia la volta buona: i magistrati hanno rinviato a giudizio Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, FrancescoDelfino, GiovanniMaifredi,Carlo Maria Maggi e – ultimo ma non ultimo come notorietà – Pino Rauti.
L’ex dirigente missino, suocero del sindaco diRoma Alemanno, fu figura di spicco inOrdineNuovo, “brodo” di coltura dell’estremismo nero, che ospitò tra le sue fila personaggi del calibro di Franco Freda, condannato a 15 anni per associazione eversiva e coinvolto nel processo di piazzaFontana.
Il nome di Rauti era da tempo nei registri dei giudici bresciani.
D’altronde la storia del processo è antica: la prima istruttoria è del ’79. Allora furono condannati alcuni capi della destra extraparlamentare bresciana, ma nel 1982 la sentenza fu annullata; laCorte di cassazione cimise una pietra sopra.Nell’89 sul banco di accusa finirono altri neofascisti, ma le prove raccolte furono giudicate insufficienti. Prima dell’attuale istruttoria, la terza, partì una richiesta d’arresto per Zorzi, ora rinviato a giudizio, che all’epoca trafficava in Giappone:
Hagen Roy, questo il buffo nome scelto per far perdere le sue tracce, vive ancora oggi aTokyo sereno, consapevole
che, in quanto cittadino del paese del Sol Levante, non potrà essere estradato. Il conto che potrebbe pagare alla giustizia è salato: capo di Ordine Nuovo in quel di Mestre, fu condannato all’ergastolo, poi assolto per insufficienza di prove, perché era stato indicato come l’esecutore materiale, il confezionatore della bomba che esplose in piazza Fontana a Milano
alla Banca del Commercio e dell’Agricoltura. Hagen RoyZorzi ha compagni di sventura importanti. Francesco Delfino faceva parte dei carabinieri del Nucleo investigativo della Leonessa; Giovanni Maifredi collaborava con Paolo Emilio Taviani, all’epoca ministro dell’Interno della DemocraziaCristiana. Tutti personaggi, quindi, che sono stati legati, in qualche modo,
a uomini conruoli istituzionali o parlamentari.
Un’ovvietà che inquieta e che forse impedisce una risoluzione della questione. Vedere il nome di Pino Rauti ad ogni modo colpisce. Le ultime indagini, ispirate dalle confessioni dei pentiti Martino Siciliano e Carlo Digilio, hanno portato dritto all’ex missino, giornalista e politico con un curriculum interessante.
Tra i fondatori di Ordine Nuovo, partecipò ad un convegno sulla guerra rivoluzionaria in compagnia di neofascisti, businessman e uomini di Stato; inoltre studiò tecniche di infiltrazione nella Grecia dei colonnelli. Nel 1972 il giudice di Treviso eseguì un mandato di cattura contro di lui per gli attentati ai treni del ’69. Nel 1973, trenta aderenti ad Ordine Nuovo furono condannati dalla magistratura per ricostituzione del partito fascista, mentre nel 1974 venne scoperta l’organizzazione eversiva internazionale fascista Aginter Press con la quale Rauti tenne stretti rapporti attraverso l’agenzia Oltremare. Ora lo aspetta un nuovo passaggio al banco degli imputati. In una recente intervista ha dichiarato di «aver tolto gli occhiali per sembrare meno nero»; ai giudici l’ultima parola.
Il nuovo processo inizierà il 25 novembre: l’ultima occasione per mettere la parola fine ad una triste vicenda e ricucire una ferita rimasta aperta per più di trent’anni.

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