Valerioventuri’s Weblog

maggio 27, 2008

Andrea Borio: Nucleare? Si, grazie!

Filed under: attualità,cultura,europa/mondo,interviste,italia,politica,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 10:49 pm

 

MILANO. Il Ministro ponentino Scajola apre al nucleare nel nostro Paese. L’opinione pubblica è divisa tra chi è a favore e chi è contro. E la comunità scientifica? Le opinioni sono discordi, ma la maggioranza degli specialisti è d’accordo con il responsabile del governo Berlusconi. Il dottor Andrea Borio, direttore del Laboratorio di energia nucleare applicata dell’Università di Pavia – dove si gestisce un reattore di ricerca – spiega: “Il discorso è abbastanza semplice. In questo momento l’unica fonte veramente alternativa ai combustibili fossili per capacità e continuità produttiva è il nucleare. Se si decide di ridurre il consumo della Co2, del petrolio e del gas perché costano e scarseggiano è l’unica via. E’ una valutazione diffusa e condivisa a livello internazionale; ormai da due o tre anni a questa parte c’è stata un vero rinascimento nucleare. Non ci sono alternative. Tutte gli scenari di previsione vanno in questa direzione: il fabbisogno di energia, entro i prossimi, vent’anni, salirà del 50% nelle ipotesi meno conservative. L’AIE prevede si debba incentivare l’idroelettrico dove possibile; così il solare e l’eolico. Ma il nucleare è insostituibile.”

Ma non è pericoloso? Non inquina l’ambiente?

«Il nucleare è considerato pulito, perché nel ciclo di produzione non emette gas. Il problema di gestione delle scorie non è risolto completamente ma sono stati fatti tanti passi avanti. I volumi delle scorie sono enormemente inferiori rispetto a a quelli che vengono, ad esempio, dal ciclo di produzione del carbone. Ci sono modalità di trattamento che hanno migliorato la situazione rispetto a 20 anni fa. E non ci sono alternative per l’effetto serra. I volumi delle scorie ‘cattive’ sono molto ridotti, tre metri cubi all’anno per una centrale che produce energia per un milione di persone. E ci sono tecnologie che recuperano elementi pregiati di tali scorie e riducono il tempo di confinamento. È un problema psicologico…»

Ma non c’è il rischio di esplosioni di centrali? Poi ci sono i terroristi, potrebbero avere accesso a materiale pericoloso.

«L’aspetto più preoccupante è quello terroristico. Ma per le centrali… Se lei va a vedere cosa è successo negli ultimi trent’anni si renderà conto ci sono stati molti più decessi e incidenti nei cicli di produzione dell’energia elettrica tradizionali, , che peraltro non hanno messo in discussione le tecnologie. La diga del Vajont non ha messo in discussione il fatto di produrre energia idroelettrica, così come le petroliere che naufragano e riversano in mare 270.000 barili in mare ogni anno.

Due soli grandi incidenti si ricordano nel nucleare: a Three Mile Island e a Chernobyl. Il primo non ha portato conseguenze: un doppio contenitore ha confinato il combustibile. L’impatto di Chernobyl è stato forte, ma anche qui i termini vanno rapportati alla realtà: l’impatto reale sulla popolazione è stato valutato da esperti due anni fa: ci sono state conseguenze per 10.000 persone su una popolazione di milioni di individui. Poi se uno ingerisce un grammo di cianuro muore, con un nanogrammo non succede niente: esiste un discorso di soglia, il nostro corpo è abituato a rispondere ed è soggetto continuamente a dosi di radiazione naturale. Inoltre gli impianti occidentali sono fatti per non avere impatto.»

Le fonti eolica e solare non possono rappresentare una alternativa?

«Sono intermittenti, è difficile programmarne l’impiego a meno di riuscire ad accumulare energia quando sono in funzione, ma è molto difficile. Poi per la stabilità della rete di diffusione, c’è un massimo del 10/20% di potenza installabile. Per l’AIE nel 2030 produrranno il 9% dell’energia elettrica mondiale. Comunque non c’è guerra tra nucleare e alternative: ci vuole mix produttivo ideato sulla base di fonti del Paese. Ma è una panzana dire che con il solare e l’eolico ci può essere sufficienza. Con il nucleare si hanno tre volte di meno emissioni co2: la scelta ambientalista è quindi discutibile. Va visto l’insieme, con calcoli semplici da fare con carta e penna. E’ una scelta meditata, quella del nucleare: il costo di produzione Kw/ora per noi è il triplo di quello della Svezia, uno stato considerato ambientalista che ha 11 impianti nucleari.»

Valerio Venturi

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