Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Trovato il pusher di Kristel

Filed under: attualità,italia — valerioventuri @ 1:32 pm

per il secoloxix

MILANO. Forse Kristel Marcarini è stata uccisa. La promettente campionessa di sci morta a 19 anni dopo una notte alla discoteca Fluid di Orio al Serio, nel bergamasco, potrebbe aver avuto un’emorragia cerebrale a causa di due pastiglie di ecstasy. Sembra che la giovane abbia confessato ai suoi medici, prima di entrare in coma irreversibile, di aver ingerito due pasticche al dancing. L’autopsia cercherà di chiarire i motivi del suo decesso, ma i carabinieri intanto hanno già raggiunto e fermato il ragazzo responsabile di averle passato le ‘paste’. Si tratta di un giovane lecchese, indicato dagli amici della vittima e già noto alle forze dell’ordine. Già nella serata di domenica i carabinieri di Clusone hanno eseguito un decreto di fermo a carico del 23enne. Sulla sua testa pende un’indagine per spaccio di stupefacenti e omicidio colposo come causa di altro reato. Ora è rinchiuso nel carcere di Lecco per ordinanza del pubblico ministero Mauro Clerici. Quando ha saputo della fine di Kristel, il pusher si è messo a piangere, ma gli inquirenti ricordano che è un recidivo dello spaccio. Anche un altro lecchese, di 23 anni, è stato denunciato a piede libero per le stesse ipotesi; pare che al momento della cessione delle pasticche fosse in compagnia dell’arrestato. Intanto Clusone è sotto shock: nel piccolo comune lombardo, dove tutti si conoscono, i vicini di casa e i parenti di Kristel si interrogano sul gesto compiuto dalla giovane. La piccola Marcarini praticava sport a livello agonistico da più di dieci anni e non aveva mai avuto problemi di salute; così come pare non abbia mai fatto uso di droga. Neanche una canna. Lo ribadiscono i suoi amici, i compagni di squadra e del liceo per sportivi che frequentava. Per Ennio Frigeni, vicepresidente e direttore tecnico dello Sci club Radici, «era un’atleta modello. Teneva molto alla sua salute e alla sua condizione atletica. Non riesco proprio a capire cosa possa essere successo». Il suo allenatore, i suoi genitori e gli amici del quinto anno del corso linguistico dello Ski College non si danno pace, né spiegazioni. «Speriamo almeno che la sua tragica fine possa fare da monito per altri ragazzi che prendono droga consapevolmente». E’ quello che si augura Giuseppe Bacis, medico tossicologo degli Ospedali Riuniti, che dalle colonne dei giornali locali mette in guardia i teen-ager. «E’ possibile che un’ingestione di ecstasy, anche in quantità modesta, possa provocare un evento letale». L’ecstasy è un derivato dell’anfetamina «che può provocare molteplici danni all’organismo, associati spesso ad una serie di quadri clinici quali aumento della temperatura corporea, disidratazione, danno muscolare». «L’edema di Kristlel – spiega ancora Bacis – è secondario alla reazione scatenata dall’ecstasy. Ci sono prevalentemente due situazioni, una dovuta alla crisi ipertensiva che porta poi al quadro emorragico e successivamente all’edema cerebrale, l’altra dovuta a un’epatite fulminante che poi provoca un edema cerebrale. Ce n’è una terza, che si accompagna a una contemporanea assunzione di un’elevata quantità di acqua dopo l’assunzione di droga: provoca una serie di alterazioni, tra cui l’infiltrazione di acqua nel cervello, con conseguente edema. Con queste cose non si può scherzare». Intanto Al Fluid – locale chiuso più di una volta, l’ultima a febbraio, proprio per spaccio di stupefacenti – si giustificano: il locale è video-sorvegliato. Eppure la voglia di trasgredire nei mesi non è passata. Chissà ora, che si conta una vittima.

Valerio Venturi

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