Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Stupro in Milano Centrale

Filed under: cultura,italia — valerioventuri @ 1:29 pm

MILANO. Ragazza, diciassette anni; sabato pomeriggio in stazione centrale. Un posto affollato, forse per questo sicuro. …E invece no. Simona – il nome è di fantasia – era in zona per raggiungere la mamma. Le si è messo accanto un uomo, volto tra gli infiniti volti, di passaggio, che pascolano tra i binari. L’ha avvicinata, le ha chiuso il passaggio, quindi l’ha aggredita per violentarla; zona est, a due passi dalla galleria dei taxi, non lontano dal lussuoso Grand Hotel Principe di Savoia e dal Pirellone, sede della Regione Lombardia. Una superficie bazzicata da italiani e stranieri, businessman e skater. Gente ce n’è, eppure Simona grida e nessuno sembra venirle in aiuto. Per fortuna ha un angelo custode: un clochard – che ‘abita’ proprio in Stazione – che vede la scena e corre dagli agenti della Polfer a chiedere aiuto. Pochi minuti decisivi. Simona è spinta dietro i pannelli dei lavori in corso: la Centrale è in restilyng da molti mesi, un pout-purri di cantieri, facile trovare zone d’ombra; si dimena, quindi riesce a liberarsi dal maniaco. Lui scappa, ma nel frattempo è partita la caccia all’uomo. Le forze dell’ordine, ricevuta la denuncia del barbone, mandano squadre in battuta. In breve il fuggitivo è riconosciuto e fermato: era arrivato nell’atrio della biglietteria ovest. La ragazza, raggiunta dagli agenti, riconosce l’aggressore e lo fa ammanettare. Si tratta di R.M., trentotto anni, un corpulento brizzolato originario del foggiano habitué di simili misfatti. Le forze dell’ordine l’avevano sospettato già grazie all’identikit fornito dal senza tetto al momento dell’allarme. R.M., di San Marco in Lamis (Foggia), ha precedenti di reati a sfondo sessuale; eppure era libero, camminava in zona per motivi che restano da chiarire. Il magistrato responsabile indagherà: intanto ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura di custodia cautelare in carcere al gip che lo deve interrogare.

Eroe per un giorno è l’homeless che ha contribuito a sventare il crimine. La ragazza, pure sotto choc, le è immensamente riconoscente. Se l’è cavata con un’ecchimosi al braccio sinistro guaribile in tre giorni; è con la famiglia all’ospedale Niguarda.

Il suo salvatore resta in Stazione Centrale. Vive lì, è in buoni rapporti con gli agenti in borghese e le truppe dei volontari dei Cityangels. Parlano di lui come di un buonanima. In città molti gli mostrano riconoscenza, qualcuno invoca l’Ambrogino d’oro. Senza dubbio, il gesto nobile ha colpito anche i ‘benpensanti’ che di solito guardano con cinismo gli abitanti della Centrale, non luogo che continua a essere pericoloso nonostante l’Expo e la sorveglianza incrementata. Per fortuna, questa volta la notizia buona annulla quella cattiva. Mentre Milano riceve la salma di Pippa Bacca, performer violentata e uccisa in Turchia, un italianissimo – che nessun luogo ha l’esclusiva dei delitti – è arrestato nella capitale lombarda prima che possa nuocere ad una ragazzina – e per un po’ ad altri. In questa storia a lieto fine, il Cavaliere che salva la dama è un uomo che non ha niente: senza nome, senza casa, ma con infinita dignità, voce di denuncia in un panorama urbano troppo spesso desensibilizzato.

Valerio Venturi

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