Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Morire di lavoro

Filed under: attualità,italia,politica — valerioventuri @ 1:37 pm

per il secoloxix

Milano. Quattro morti bianche in quattro giorni. Succede nel milanese, dove si piange la ventinovesima vittima sul lavoro dall’inizio dell’anno. Ad Agrate Brianza è deceduto un operaio di 34 anni originario di Vimercate. Lavorava alle porte della città per la Sampla Belting, una azienda che produce nastri trasportatori. Ieri mattina ha perso la vita rimanendo incastrato tra i rulli di un macchinario industriale che realizza le parti in gomma dei nastri Belting: un moloc di cinque metri di altezza che, in caso di tragedia, lascia poco spazio alla speranza. Non si sa bene come, per ora, ma il giovane c’è rimasto incastrato dentro. Stava per concludere il turno di lavoro; aveva iniziato alle sei e avrebbe staccato, sano e salvo, verso le 12.
Purtroppo l’uomo, classe ’74, non è tornato a casa; nella abitazione che condivideva con i genitori l’hanno aspettato invano. E’ morto nel peggiore dei modi, senza neanche che i suoi colleghi potessero intervenire in aiuto: «non abbiamo sentito nulla, neanche un urlo», dicono sgomenti. Forse ha avuto un malore. Erano almeno una decina insieme a lui, alla Sampla sono novanta in tutto. Parlano con incredulità mista a disperazione mentre i vigili del fuoco, accorsi in viale delle Industrie, cercano di fare ordine.
Lo stesso sentimento pervade la cittadinanza di Agrate; la municipalità ha proclamato il lutto; mentre si provvede al funerale, il Sindaco fa sapere che verrà aperta una raccolta fondi per sostenere la famiglia colpita dalla tragedia. «Pensare che a pochi chilometri da qui, a Cornate, c’è stato un casino solo pochi giorni fa», dice un passante. In effetti sembra che da queste parti ci sia aria di maledizione: un’esplosione alla Masterplast srl di Cornate aveva portato alla morte di due operai, mentre altri tre erano rimasti feriti. In meno di una settimana, il milanese ha registrato in tutto quattro decessi: anche un egiziano di 37 anni ha perso la vita; era edile, costruiva in un cantiere a Legnano.
L’emergenza, dopo i clamori della-Thyssen Krupp, non è di certo passata; e unisce in un tragico fil rouge tutta la Penisola – anche se alla Lombardia rimane la maglia nera d’Italia, paese tra i peggio messi d’Europa. Sempre ieri, infatti, è deceduto un 35enne toscano: si tratta di Massimiliano Salvetti, di Carrara. E’ stato investito sulla A11 Lucca-Viareggio mentre prestava opera in un cantiere stradale: intorno alle 10,30,una automobile condotta da un giovane di Courmayeur (Aosta) l’ha colpito in pieno poco prima della galleria Montryssen-Kruppamito, nel comune di Massarosa. Stava lavorando insieme ad alcuni colleghi per conto della Salt, la società che gestisce l’autostrada locale. Nonostante gli avvisi, il mezzo ha falcidiato Salvetti ad alta velocità. Le sue condizioni sono apparse subito gravi: il personale del 118 ha fatto intervenire l’elicottero ‘Pegaso’ per il trasferimento a Pisa, ma all’ospedale i medici hanno soltanto potuto constatare la morte dell’uomo. Inutile dire che la sua famiglia è distrutta dal dolore. Gli inquirenti indagano per capire le cause di tali vite spezzate: tragiche fatalità o poca cura delle condizioni di sicurezza?
Scompare la Sinistra, ma la classe operaia fa parlare ancora di sé perché va in paradiso: eppure troppo presto e in malo modo. Per l’ex Ministro del lavoro Ferrero «il fenomeno delle morti bianche rimane vistoso. Le leggi in Italia ci sono, ma vanno applicate. Per farlo, serve una cultura della sicurezza ed un senso di responsabilità di tutte le parti in causa».
E gli industriali che rimandano al mittente le richieste dei sindacati? Ora la palla passa alla Lega Nord: per i commentatori politici è il partito che le tute blu hanno scelto in massa alle recenti elezioni, voltando le spalle alla sinistra. I “marxisti di destra” – definizione di Cremaschi, leader della Fiom – rispondono a Luca Cordero di Montezemolo, che ha definito i sindacalisti come «professionisti del veto». Roberto Calderoli richiama al «senso di responsabilità. Le condizioni del Paese non consentono regolamenti di conti o scontri. Facciano tutti un esame di coscienza». La questione settentrionale, evidentemente, passa anche per le fabbriche del Nord.

Valerio Venturi

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