Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Morire a 19 anni per una pasticca

Filed under: attualità,italia — valerioventuri @ 1:30 pm

per il secoloxix

MILANO. Morire a 19 anni dopo una notte in discoteca. E’ successo a Kristel Marcarini, scomparsa per una “lesione cerebrale irreversibile”. La ragazza era caduta in coma dopo una nottata passata a ballare. Una serata insieme agli amici al “Fluid” di Azzano San Paolo, vicino all’aeroporto di Orio al Serio – dove c’è l’aeroporto low-cost. Il Fluid è un locale solitamente frequentato da teen-ager e post teen-ager di tutta la Lombardia che si affaccia sulla Bre-be-mi; un tempio della dance in mezzo al nulla.
Un drink o più, balli sfrenati a tutto volume, poi il malore. Intorno alle 3 del mattino Kristel si sente male. Gli amici la aiutano, parte la chiamata per l’ambulanza. Il soccorso è tempestivo: la giovane viene portata all’ospedale di Clusone, poi al “Bolognini” di Seriate, infine ai “Riuniti” di Bergamo. I medici diagnosticano un’emorragia cerebrale, c’è il forte sospetto che abbia assunto sostanze stupefacenti. Il coma è il segno di una situazione che si aggrava. I genitori accorrono mentre la ragazza perde contatto con il mondo esterno. La mamma rivela che già di suo era molto preoccupata: «poco tempo prima mi aveva chiamato, mi aveva detto che sarebbe arrivata a casa – ha dichiarato – ma la sua voce non mi piaceva, si capiva che aveva qualcosa di strano. Poi non l’ho più vista, finché non sono arrivata in Ospedale». Gli amici, al “Riuniti”, le confermano che la situazione non è buona; il colpo di grazia giunge dai medici. E’ domenica, poche ore dopo il ricovero le condizioni cliniche di Kristel non danno speranza: il coma è irreversibile. I genitori decidono di staccare la spina e per l’espianto.
L’ultimo viaggio della giovane è per la sala operatoria; poi viene dichiarata morta. I suoi organi miglioreranno la vita di qualcuno, qualcuno salveranno; ma questo non consola conoscenti e genitori. Perché Kristel era una solare e sanissima, fino a poco tempo prima piena di vita: andava in sci, solo due settimane prima era arrivata sul podio in un contest in montagna. Marta, sua cara amica, piange disperata: «Era fantastica, partecipava di un mondo sano, facevamo sport, era un’ottima sciatrice; possibile sia morta così?» Già, le cose sono andate male e inaspettatamente.
Tocca alle forze dell’ordine sciogliere i nodi. La domanda che tutti si fanno è la stessa di Marta: può una sciatrice in età giovanile, in ottima forma, avere all’improvviso una lesione cerebrale irreversibile a causa di un ballo di troppo?
Il mistero in realtà non è così fitto. Arrivano gli esami istologici: i biologi trovano tracce di anfetamine nel corpo della diciannovenne. Il collegamento con il sintomo, il malore, la morte è diretto. Resta da capire se Kristel abbia usato stupefacenti o se abbia subito le conseguenze dell’azione scellerata di qualcun’altro. Gli amici tendono ad escludere sue responsabilità; alcuni coetanei alimentano dubbi inquietanti. Spiega Roberto: «a volte, nelle discoteche, basta che non fai attenzione per un attimo e ti trovi il drink ‘dopato’. Ad alcuni miei amici è già successo. Poi si beve sempre troppo.» Se il cocktail di Kristel è stato ‘corretto’, ci sono responsabilità gravissime di terzi. Una parola: omicidio.
I carabinieri stanno setacciando il territorio e interrogando decine di persone per avere risposte, mentre le associazione dei genitori chiedono più controlli nei locali. Clusone piange la sua giovane vittima. In attesa dei funerali di Kristel, la comunità si stringe intorno ai Marcarini. «Faremo una maglietta per ricordarla».
Valerio Venturi

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