Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Il ritorno della zanzara mannara

Filed under: attualità,curiosità,europa/mondo,italia,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 1:44 pm

 per ilsecoloxix

MILANO. L’estate è un trionfo di colori. Ne succedono di belle; ci sono i ghiaccioli, c’è il sole, si va al mare mezzi nudi. Ormoni e sudore a mille. Poi, certe notti, tra cosce e zanzare…

Ecco, per l’appunto: ci sono le zanzare. Dannate bestiole che succhiano il sangue e che ronzano nelle orecchie prima che si entri nella fase rem.

Siamo a maggio e già si parla di emergenza. In pianura soprattutto, dove le infingarde riempiono i corsi d’acqua di larve. Ce ne sono di tutti i tipi, pronte ad invadere ogni camera da letto. Wikipedia spiega che appartengono all’ordine dei Ditteri: 35 generi e 2700 specie più o meno aggressive. Ne esistevano di simili alle moderne già nell’Oligocene e nell’Eocene. Insomma: ci sono da un bel po’, ed è difficile mandarle al tappeto.

La novità è che negli ultimi anni, in Italia, sono arrivate nuove specie d’origine tropicale. Versioni incattivite, come la famosa e famigerata zanzara tigre, l’Aedes albopictus. I primi avvistamenti risalgono al ’90, a Genova. E’ quella piccola, a strisce bianca e nere, attacca anche di giorno. In Emilia, l’anno scorso, ha trasmesso la febbre Chikungunya e il Dengue. Roba da Birmania o Brasile, ma si sa che il clima è cambiato e che c’è la globalizzazione.

Allora tutti all’erta: in ogni zona d’Italia sono già all’opera operatori anti-zanzare foraggiati dalle amministrazioni pubbliche. Le strategie di prevenzione cambiano da zona a zona. Per rovinare la discendenza di queste bestie normalmente si predispongono ovitrappole per le larve o si disinfestano i corsi d’acqua con prodotti chimici. Negli ultimi anni l’approccio è cambiato. Con la chimica si ottenevano spesso risultati temporanei; si danneggiava l’ambiente. Ora l’etologia dà una mano: la formula magica è la “lotta biologica integrata”. Il prof. Marini, docente all’Università di Bologna, spiega ai suoi studenti di entomologia che ormai «i prodotti chimici impiegati appartengono alla classe degli esteri fosforici a bassissima tossicità per pesci ed altri vertebrati .Una soluzione alternativa e maggiormente selettiva consiste nell’utilizzo di regolatori di crescita, ormoni giovanili o derivati dell’urea che bloccano lo sviluppo delle larve e delle pupe. Poi ci sono i batteri sporigeni che producono una tossina ad azione letale solo verso gli stadi larvali.»

Più creativo l’uso del Gambusia affinis: un piccolo pesce d’acqua dolce importato dal Messico e dagli U.S.A. dal 1922 per combattere le zanzare malariche. Mangiano tante larve quanto sono grassi. Divoratori alla difesa della nostra pelle. Chissà se poi finiscono in padella.

A Firenze hanno pensato di chiamare Batman. Non proprio lui, ma i pipistrelli, ottimi cacciatori. Il Comune di Fiesole ha fatto costruire delle casette di legno dette bat-box. Se ne parla nel libro “Nostre eccellenze” (Chiarelettere). Anche i privati cittadini le appendono.

Più odorosa la trovata di un comune del modenese: l’aglio. Per le zanzare è letale. Quindi: perché non riempire i parchi di questa aromatica sostanza? Un’alternativa al solito: aiuole di gerani, lavanda, citronella.

Curiosità: secondo Petrella del Wwf, la zanzara tigre in Italia sarebbe entrata per colpa dei detersivi al limone. Il fastidioso insetto asiatico sarebbe giunto nascosto all’interno dei vecchi copertoni imbarcati sui mercantili: giunti per permettere all’industria di riprodurre, con processi di sintesi, il limonene, una sostanza presente naturalmente nella scorza degli agrumi. Si grattugia la gomma, la si distilla ben bene e si ottiene un idrocarburo terpenico che fa diventare un detersivo limonato. Da noi se ne importano, secondo l’Istat, quasi 16 milioni di tonnellate l’anno. Arrivano da paesi a rischio, servirebbe regolamentare.

In questa guerra, i soldati chiamati in difesa della patria sono tutti: occorre combattere qualsiasi causa che provochi ristagno d’acqua come barattoli, pneumatici usati, ammassi di rifiuti organici, pozzanghere. Ma anche curare le cavità dei tronchi; evitare l’utilizzo dei sottovasi, coprire i bidoni, i fusti e le vasche per l’irrigazione; rinnovare l’acqua nelle caditoie dei cortili; falciare l’erba di scoline e fossi; controllare le grondaie. Usare le zanzariere e i repellenti. Pregare.

Valerio Venturi

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