Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

Ennesimo stupro a Milano

Filed under: attualità,italia — valerioventuri @ 1:36 pm

per il secoloxix

MILANO. Ennesimo caso di stupro a Milano. Un’americana di 21 anni è stata violentata giovedì sera fuori dalla discoteca “The Club” di largo la Foppa, in pieno centro. Lo stupratore, un nordafricano, è già stato arrestato dalle forze dell’ordine. Ma l’ennesimo caso di violenza sessuale scuote la città. Solo pochi giorni fa, una ragazza 17enne era riuscita a sfuggire ad un tentativo di violazione compiuto alla stazione centrale, per opera di un italiano. Ora è toccato ad una giovane statunitense, in Italia per un periodo di studio all’università ‘Bocconi’. Era venuta qui grazie all’Erasmus; studiava economia, si trovava bene. Giovedì aveva intenzione di passare una serata come un’altra, di divertirsi con gli amici; una notte in un dancing trendy, in occasione di una festa dedicata proprio agli studenti universitari: c’è ancora la pubblicità online.
Anche Mohammed Yussef S., 25enne d’Egitto, si trovava al “The Club” di zona Brera: doveva fare un colloquio di lavoro, l’aveva raccomandato il suo coinquilino, che alla disco lavora come inserviente. Forse era andata bene, forse era andata male, fatto sta ed è che l’egiziano decide di rimanere a far festa. Conosce così l’universitaria; le dice che è il barman del locale, ride e e scherza. Poi verso le 4.30 del mattino le propone di prendere una boccata d’aria: il locale pieno, i chupitos trangugiati, in barba alle regole del buon senso e alle prescrizioni della religione… Fanno due passi in corso Garibaldi, quindi Muhammad prova a baciare la donna. Lei nicchia, lui si agita e la costringe a seguirlo in una via buia. Non c’è nessuno, i lampioni illuminano poco. Il violentatore spinge la stdentessa sul cofano di una automobile e la costinge all’atto sessuale. Poi la lascia lì, forse senza pensare alle conseguenze, e se ne va. L’americana raccoglie le poche forze rimaste, raggiunge gli amici e chiama la polizia. Gli agenti arrivano in discoteca e chiedono al coinquilino di Muhammed di mettersi in contatto con lui; lo stupratore dice che sta tornando a casa. La polizia parte a sirene spiegate e lo raggiunge nell’appartamento di via Greco: insieme a lui, finiscono in manette altri cinque egiziani per accertamenti.
In centrale, le forze dell’ordine appurano che Mohammed S è un clandestino: in Italia senza un lavoro stabile, era già stato fermato ed era stato oggetto di un provvedimento di espulsione del Questore. Ogni volta dava un’identità diversa, ogni volta faceva perdere le sue tracce con il foglio di via in tasca. Ma alla fine ‘Tito’ – questo il suo soprannome da occidentale – è finito in prigione. La statunitense finisce il suo giorno orribile alla Clinica Mangiagalli: la diagnosi conferma la violenza e lesioni lievi. Ha voglia di andarsene, di tornare in Florida.
L’ennesimo crimine a sfondo sessuale, intanto, diventa oggetto di discussione politica: la notizia va a toccare il nervo scoperto di una comunità che si sente insicura; eppure governa il centrodestra, c’è la Lega. Per Riccardo De Corato, vicesindaco, della Pdl «è urgente rivedere la politica immigratoria nazionale e fermare l’aggressione dei clandestini alla città. A differenza di quanto fa Sarkozy in Francia, il sistema delle espulsioni adottato dal governo del nostro Paese è una presa in giro. Il responsabile di questo ennesimo stupro avrebbe dovuto essere accompagnato alla frontiera, tenuto in prigione, eppure girava in tutta tranquillità a Milano». L’opposizione fa notare che il problema della violenza, pure reale, non coincide con quello della migrazione: la 17enne della stazione centrale, che fortunatamente è riuscita a salvarsi, era stata aggredita da un italiano con precedenti. Resta il fatto che i milanesi si sentono insicuri. Il Comune promette che sarà aumentata la sorveglianza, ma chiede un impegno concreto a livello centrale. Secondo Barbara Pollastrini, ex ministro delle pari opportunità, la priorità «è la certezza della pena. Tali fatti dovrebbero offendere la coscienza di tutti. Sono vicina alla giovane che ha denunciato con coraggio la violenza e plaudo all’intervento immediato delle forze dell’ordine». Ora si spera in tanta galera per Mohammed.
Valerio Venturi

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