Valerioventuri’s Weblog

maggio 11, 2008

China Mafia

Filed under: attualità,europa/mondo,italia,politica — valerioventuri @ 1:39 pm

per il secoloxix

 MILANO. La Mafia l’avranno pure inventata gli italiani; la new wave, però, parla cinese. E’ una Cupola discreta, quella con gli occhi a mandorla. Però agisce, anche in modo efferato. In epoca di paranoia da immigrazione coatta e feroce, di polemiche olimpioniche e di timore per il giallo – giallo come il riso allo zafferano non più milanese ma importato e caro, politicamente scorretto – Giampiero Rossi e Simone Spina scrivono “I Boss di Chinatown – La Mafia cinese in Italia” (Melampo): il tentativo è quello di dirci cosa sta succedendo, lontano dai clamori della cronaca, nel ventre molle delle nostre città: Milano e via Sarpi, Prato, Roma…

Rossi si era già occupato del fenomeno della mafia al nord; forse approfondendo è arrivato a parlare del fenomeno della malavita organizzata cinese. Ironia della sorte, il giornalista aveva scritto, sempre con Spina, il libro “Lo spaccone. La vera storia di Umberto Bossi.” Dalla Lega ai nemici dei padani – gli immigrati che delinquono – il passo è breve. I cinesi meritano un’attenzione tutta speciale, secondo quanto sostiene l’insospettabile Nando dalla Chiesa, ex senatore Pd, prefattore del testo e genius della piccola casa editrice meneghina.

L’inchiesta, a trecentosessanta gradi, parla di tutto: delle bande di adolescenti con i capelli colorati o le cinture rosse che si contendono i quartieri a colpi di coltello e di machete ed anche di cose più ‘hard’. Come delle reti di trafficanti di uomini che, tra la Cina e l’Italia, lucrano sui viaggi dei clandestini, si rubano i “clienti”, ricattano i familiari e cedono quote di business ad altri connazionali magari a loro volta immigrati da poco; in attesa di risarcimenti che obbligano i nuovi arrivati a lavorare in continuazione, in condizioni disumane, dove e come vogliono i boss.

La Mafia cinese, di fatto, è attiva in molti business: c’è la banca fantasma, il mercato parallelo dei farmaci – Viagra o miscugli fuori ordinanza – la clinica abusiva dove si eseguono aborti con coltellacci, la casa di appuntamenti low-cost e l’import-export fatto fuori da ogni regola… Un ensemble gestito da clan organizzati, con boss di rango che girano in Mercedes e che vedono aumentare di settimana in settimana il proprio potere e le loro ricchezze; passaggio ultimo? stringere alleanze d’affari con le mafie italiane, cercare di ottenere amicizie politiche a Roma e a Pechino.

Nonostante tutto, il silenzio mediatico rimane assordante; eppure qualcosa accade: le indagini proseguono, qualcuno finisce in carcere ed inizia a cantare. I primi pentiti vivono nel terrore di ricevere un mazzo di gladioli rossi: secondo il codice orientale, è questo il messaggio che contraddistingue una minaccia di morte.

L’Italia, spiegano gli autori dell’inchiesta, è al centro di un ciclone che sta investendo tutto il mondo: il nostro sistema evidentemente è gradito a chi delinque. Il reportage, documentato, rappresenta la prima inchiesta sistematica sul quel che accade nel lato più nascosto delle Chinatown italiane. Nessun allarmismo, spiegano Rossi e Spina, ma la guardia va alzata: nelle vicende di cronaca cittadina confinate alle brevi – malumori di quartiere, storie di pizzo, omicidi e intimidazioni – ci sono spesso indizi da cogliere. Per un po’ ci hanno lavorato solo giallisti e inquirenti, ora tocca alla pubblica opinione aprire una riflessione. Con moderazione: bisogna ricordare che il made in Italy, anche per questo, resta riferimento imbattibile.

Valerio Venturi

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