Valerioventuri’s Weblog

aprile 8, 2008

LA Ue dice si ai telefonini in aereo

Filed under: attualità,europa/mondo,italia,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 8:14 am
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MILANO. Nel blu dipinto di blu con lo squillo del cellulare a rovinare ogni poesia. La notizia del giorno è che la Commissione europea ha aperto all’utilizzo dei telefonini a bordo degli aerei in volo. Piaccia o no, anche tra le nuvole – e non solo in chiesa, al cinema, in ospedale, sui bus, al bar – si sentirà trillare l’elettrodomestico-cult. Gli italiani, che hanno in media quasi due apparecchi a testa, saranno felici? L’Esecutivo Ue sostiene di aver pensato in primis alle comodità dei viaggiatori. Per questo, mentre Alitalia boccheggia, sono state stilate una serie di regole per armonizzare l’avvio del servizio, peraltro già annunciato o testato da alcune compagnie nelle scorse settimane.­ La prima chiamata autorizzata, effettuata su un volo commerciale, è stata fatta infatti il 20 marzo a 30.000 piedi sulla rotta Dubai-Casablanca a bordo di un Airbus A340-300 di Emirates.

Anzitutto i paletti tecnici. La Ue dice si al telefono a bordo, ma solo quando l’aereo raggiunge altezza di crociera . Nelle fasi di decollo e atterraggio resta vietato. Ad alta quota si possono inviare sms e fare chiamate con il proprio apparecchio. I telefoni dei passeggeri saranno collegati ad una rete di bordo, a sua volta messa in comunicazione alla terra via satellite. Il sistema – e qui sta la novità tecnologica – bloccherà ogni tentativo di connessione alle reti mobili ‘on ground’, assicurando così una potenza di trasmissione degli aggeggi a livello basso, con conseguente sicurezza per chi viaggia. Il veivolo è schermato: ogni informazione arriva ad una fonte unica che comunica con il satellite. I cellulari trasmettono ad un computer; il computer invia pacchetti voce e dati al satellite; suo tramite, questi giungono a terr, senza nuocere alle apparecchiature dell’aereo o al funzionamento delle reti mobili terrestri.

I costi non dovrebbero essere allucinanti, almeno secondo la volontà di Viviane Reding, responsabile della Ue: «Se i consumatori riceveranno una bolletta troppo elevata» ha spiegato «non saranno certo interessati al servizio». Ovvio.

Resta da capire come agiranno i principali operatori del settore. L’armonizzazione dei requisiti tecnici per l’introduzione dei servizi di comunicazione in volo permetterà il riconoscimento, a livello comunitario, delle licenze nazionali concesse alle singole compagnie aeree dallo Stato membro in cui sono registrate. Un aeromobile registrato in Francia o in Spagna, ad esempio, potrà offrire tali prestazioni anche se si sorvola la Grecia o la Spagna, senza dover richiedere ulteriori licenze.

Le aziende ragionano sul nuovo business, e i consumatori? C’è chi festeggia, ma il fronte del ‘no’, conservatore, non è sparuto. Chi non desidera il ‘cellu’ a bordo ha paura di acquisire una comodità in più per perderne in cambio tante altre. Ne hanno parlato negli States. Secondo una recente indagine commissionata dalla FCC, il 63%  degli intervistati è favorevole al mantenimento delle restrizioni sull’uso del telefonino in volo, mentre solo il 21% è a favore. Per l’82%, l’uso del portatile renderebbe il viaggio “disagevole e disturbato”; il 70% vorrebbe addirittura zone a parte per chi chiamerà – ipotesi al vaglio in Ue. La Reding  fa sapere di aver chiesto  agli operatori e alle compagnie di creare le condizioni necessarie a bordo perché chi vuole usare il telefonino non disturbi gli altri passeggeri». Ma la prospettiva inquieta: per gli assistenti di volo, permetterne l’uso a bordo potrebbe rendere ancora più difficoltoso l’intervento in situazioni di emergenza e aumentare la tensione tra i passeggeri. Mettiamoci anche l’opinione negativa dell’FBI e il pessimismo è servito: per il Federal Bureau, autorizzare i passeggeri dei voli di linea a usare il telefono ’on air’ potrebbe permettere ai terroristi di coordinare un attacco o di azionare un esplosivo all’interno del velivolo. L’unica, sarebbe richiedere ai passeggeri di registrare la loro posizione sul mezzo prima di effettuare la chiamata e, ovviamente, di inasprire i controlli a terra.

In Europa la paranoia non attacca: va per la maggiore il motto “sempre raggiungibili”, alla faccia dei ricercatori di alibi – “scusa cara, ero in arero” – e dei romantici: la pace nei cieli va intesa in altro modo.

Valerio Venturi
 

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