Valerioventuri’s Weblog

marzo 9, 2008

Berlusconi apre la campagna elettorale

Filed under: italia,politica — valerioventuri @ 11:00 pm

20080308_203046_eb4f970f.jpgper il secolo xix

MILANO. Il Pdl apre la campagna elettorale scegliendo un luogo insolito della metropoli lombarda: il Palalido. Ci sono Berlusconi e Fini, ma anche Dini il ‘transfuga’ e la Mussolini: l’ex Cdl modificata, senza Casini ma con i piccoli Ld e qualche pezzo di Destra filocentrista. Manca la Lega: i padani hanno preferito organizzare un incontro su giovani e lavoro nella vicina Monza. Nonostante la carenza di folklore indipendentista, gli astanti di F.I. e An ce la mettono tutta per celebrare la festa. Complice anche la gaia musica scelta per la kermesse: dance anni ’80, in omaggio alla Milano da bere; canzoni dei Village People, “Enola Gay”, “Video Killed the Radio Stars”. Il podcast è ‘atltantista’. «Jovanotti va bene per esprimere i sentimenti di Veltroni», maligna Giovanni, universitario: «noi preferiamo musica allegra». Qualcosa di tricolore c’è: “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri e un inaspettato “Boccadirosa” di De André. I sostenitori del Pdl, di ogni età, vengono soprattutto dal Nord. Le bandiere con il logo del Pdl  surclassano le timide presenze di stendardi targati con vecchie sigle di partito. Gli striscioni e i cori sono per il Cavaliere: «Silvio, Santo subito.» Fini è snobbato, ma ci sta; i più sono lì per l’artefice del Pdl. «Chissà se parlano insieme», chiede Rosa mentre guarda il suo ‘silviodanaio’, gadget finora andato per la maggiore. Gli ottomila presenti sono curiosi di vedere i due leader vicini: non accade dal dicembre 2006. «ma è giusto andare uniti, siamo uguali», chiosa la signora.

Quando risuona l’inno di Mameli è il ‘momentum’di Berlusconi e Fini, blu-vestiti su palco bianco e tripudio di loghi. Parte Supersilvio: «non sono al 100% perché stanotte ho dovuto lavorare alle liste, mi spiace per chi non ha trovato posto». Quindi un pensiero per le donne: «il 30% delle liste sarà fatta da quella parte dell’Italia che oggi festeggia l’8 marzo. Per arrivare al 50% di candidature l’Italia forse non è ancora pronta, ma noi siamo sulla buona strada». Gigioneggia: «Le fidanzate di Gianfranco, le fidanzate mie… Siamo un po’ superman, diciamolo chiaro; ma certi numeri non ce li possiamo permettere». Quindi ringrazia i sostenitori, «missionari di verità e libertà» e passa la palla a Fini. L’ex An spiega che ha messo da parte il simbolo del suo partito, «ma non la sua storia. Ci sono momenti in cui c’è bisogno di coraggio». Conclude con un omaggio a Berlusconi, che «ha rinnovato la politica, l’ha portata a un sincero bipolarismo.» Il passato è passato.

Il Cavaliere gongola: «I sondaggi ci dicono in vantaggio di 10 punti, alla sinistra non resta che la disinformazione. Governeremo il Paese. Siamo matti a farlo, ma non ci sono alternative. La bacchetta magica, però, non ce l’ha nessuno. Per realizzare gli obiettivi abbiamo bisogno del sostegno dell’economia ». Spera in una larga maggioranza: nessun voto sia per  i ‘piccoli’. «Dobbiamo dare il via alla modernizzazione dello Stato», spiega Berlusconi. «Aumenteremo i poliziotti di quartiere; chiuderemo la porta agli immigrati clandestini.». La ricetta prevede abolizione dell’Ici, bonus per i bebè, aumento delle pensioni, riduzione fiscale, ‘grandi opere’: è tutto scritto nelle 5 pagine del programma, «la nostra guida, carta valori dei Popolari d’Europa». A priori, dice, non c’è spazio per larghe intese. Le proposte di Veltroni sono «carta straccia»; Il Cavaliere lo dimostra strappando il manifesto del Pd tra il tripudio generale. «Veltroni ha aggregato radicali e giustizialisti, cattolici e mangiapreti, è inconciliabile». «L’innovatore, il giovane praticante della politica, il sindaco moderno, invece di laurearsi si è diplomato in fiction e in politica ci sta da 40 anni.». Nel mirino anche D’Alema, Bassolino, Rutelli.

Il gran finale è un’arringa di domande retoriche: «Volete i signori della sinistra? Avete voglia di credere alle loro bugie? Credete che siano capaci di fare qualcosa di diverso dai disastri? Volete che mettano mani nelle vostre tasche? Ne avete abbastanza dell’oppressione fiscale e burocratica, dei tesoretti immaginari, di pagare l’Iva prima di incassare, dei privilegi delle coop rosse, delle liste attesa nella sanità? Rialzati, Italia!» Gli animi fremono. Un leggero timore di pareggio vola sul cielo plumbeo di Milano. Ma parte “Azzurra Libertà”, e torna la fiducia. Per dirla con Fini: il 13 aprile sarà «la festa della liberazione dagli inganni e dai danni della sinistra».

Valerio Venturi                                                                                                                              

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