Valerioventuri’s Weblog

febbraio 21, 2008

Libertà di stampa: ranking 2008

Filed under: attualità,europa/mondo,italia,politica — valerioventuri @ 11:39 pm

MILANO. Italia come Namibia, Cile, Spagna, Usa. Per “Reporter sans Frontieres” (rsf.org) nel nostro paese i giornalisti hanno buona libertà d’azione. E’ quanto emerge dal rapporto annuale sulla libertà di stampa appena pubblicato dall’associazione internazionale: una fotografia sulla possibilità di espressione a tutto tondo.

Il Belpaese si colloca in fascia ‘b’ insieme ad una schiera nutrita di Paesi: la metà degli stati europei – Francia, Spagna, ex repubbliche jugoslave, Polonia, Romania… – qualche stato africano e sudamericano, Stati Uniti, Australia e Giappone. I primi della classe sono Germania, Austria, Gran Bretagna, paesi del nord Europa, Islanda, Canada e Nuova Zelanda. Dopo di noi, seguono la maggior parte delle regioni del mondo:“problemi sensibili” in Chad, Kenya, India, Venezuela, Mongolia, repubbliche sudamericane…; “situazione difficile” in molti paesi del nord Africa, Russia, Messico…; “situazione molto complessa” in Cuba, Libia, Somalia, Arabia Saudita, Iraq, Iran, Cina e poche altre.

Secondo Robert Mènard e Jean François Juliard, che hanno coordinato la ricerca, l’impossibilità di raccontare gli avvenimenti è parte di una privazione di diritti più ampia, tipica dei regimi dittatoriali: le nazioni in cui i giornalisti perdono la vita sono quelle in cui i governatori operano dispotiamente, la situazione politica è incerta, ci sono o ci sono state guerre e scontri; centri in cui manca la salvaguardia e la protezione efficace di Ong forti. In alcuni di questi non si ascoltano neppure le condanne internazionali: la Ue, ad esempio, si è rivelata inefficace per fermare i boia iraniani di Adnan Hassanpour; allo stesso modo i leader dell’Uzbekistan e dello Zimbawe, per esmpio, attaccano senza sosta e freni ogni oppositore.

Poco meglio va in Cina: l’informazione è controllata, l’azione di censura del governo di Pechino travalica spesso i confini nazionali. L’agenda dei premier europei prevede soffici inviti al rispetto dei diritti se si tratta di dialogare con personaggi del calibro di Hu Jintao o Vladimir Putin, da cui dipende parte del benessere – sono paesi-mercato e fornitori di risorse. La realpolitik, dichiara Rsf, troppo spesso scavalca il diritto di denuncia: è successo in Cecenia, in Chad, in tutte quelle regioni dove tentano di operare reporter che vengono a conoscenza di fatti sgraditi alle autorità locali.

Il risultato di questa bassa tutela del lavoro dei cronisti – continua il report – è in un freddo dato statistico: nel 2008, ogni giorno almeno due giornalisti sono stati imprigionati; ottantasei gli uccisi. I nemici della stampa libera sono corrotti e corruttori, fanatici religiosi, crimine organizzato, movimenti indipendentisti ma anche servizi segreti e funzionari di polizia: veri killer che il più delle volte restano impuniti. E se le brutalità sono specialità dei paesi in via di sviluppo, anche nelle democrazie dell’Ovest – continua Rsf – resta molto da fare: necessario maggiore forza nel rivendicare i diritti fuori patria, lavoro per evitare la polarizzazione dei media, azioni per favorire la concorrenza e l’indipendenza dai poteri forti, protezione della privacy, abolizione di tematiche-taboo. L’Italia prodiana tutto sommato è promossa; ma alcuni segnali sono giudicati negativi: certe norme approvate dal Parlamento – come quelle sull’utilizzo delle intercettazioni – che limitano l’approvigionamento alle ‘sorgenti’ dei fatti politico-giuridici; il fatto che troppi cronisti sono nel mirino della malavita organizzata.

Valerio Venturi

 

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