Valerioventuri’s Weblog

febbraio 21, 2008

Intervista a Fish, solista ex-Marillion

Filed under: interviste,spettacolo — valerioventuri @ 11:45 pm

Milano – Il pesce è servito. Sir Derek William Dick from Edimburgo torna sulle scene con “13th star”. Classe ’58, ex cantante dei Marillion celebra la rinascita artistica e il tredicesimo album della sua veneranda carriera facendo un salto promozionale a Milano.

Dal 1990 viaggia da solo: “Vigil in a Wilderness of Mirrors” è stato il primo passo verso un’emancipazione ora totalmente compiuta.

Nove album dopo, ecco l’emozione di “13th Star”, cd scritto a quattro mani con il fido Steve Vantsis, bassista della band. Un progetto proiettato in avanti. Il cantante scozzese conferma il suo buon momento accogliendoci con un grosso sorriso per l’intervista concordata.

 La prima domanda è ovviamente sul “13th Star”, pubblicato nel settembre del 2007, distribuito dapprima in versione “de-luxe” attraverso il sito internet  e durante il tour e da poco anche in “retail”.

Ci spiega:“ Nel 2004 avevo finito un buon tour ma sentivo che non ero pronto per lavorare ad un album; piuttosto che andare sei mesi in studio per dare vita ad un prodotto che non mi convincesse ho preferito aspettare. Quando nel 2005 sono partito per i concerti del ventennale dei Marillion ho capito che era arrivato il momento giusto per ricominciare e scendere in campo. Sentivo nuove, buone energie.”

 

Quindi ha iniziato a lavorare ai brani. Può spiegarci il significato del titolo che ha scelto per il nuovo cd?

“C’è da dire che il 13 è sempre stato il mio numero fortunato. Poi due anni fa ho rotto una relazione importante;  riflettendoci, ho capito che le donne che hanno plasmato, influenzato la mia vita – da mia madre, alle mie compagne, a mia figlia – sono state dodici. Ora sto cercando la mia tredicesima stella.”

 

…Un’italiana?

(ride) “Mi piacerebbe moltissimo, magari giovane, di 26 anni…”

 

Torniamo al cd…

“La grafica della cover fa riferimento a ciò che ho visto nel 2006 nella Valle dei Re: in una tomba, la volta era affrescata di un blu diffuso, con tantissime stelle dipinte rappresentanti il Paradiso; ho preso quindi una stella come mio riferimento, e ora mi sento destinato a trovare una nuova relazione: il mio tredicesimo astro.”

 

….13 sono anche gli album che ha composto in studio nella sua carriera. Ci racconta come avete lavorato a “13th Star”?

“Steve Vantsis, il bassista, mi ha detto: “mi piacerebbe comporre le canzoni del nuovo cd”. Quindi abbiamo lavorato su 20, 30 suoi “pezzettini” che messi insieme, lavorati, selezionati, tolti… alla fine hanno dato vita a 4 o 5 canzoni. Poi ci siamo presi due settimane di relax. E’ stata la regola: ogni due settimane break; poi e ci ritrovavamo con la band per suonare.”

 

Come è stato l’apporto degli altri membri della band, del produttore?

“Il produttore –  ……………. – ha fatto un ottimo lavoro, ha aiutato tantissimo a mettere a posto le cose. Sono molto contento: in generale c’è stata perfetta simbiosi: la gente giusta al momento giusto, nel posto giusto…Per il mio miglior album di sempre!”

 

In che modo …………………. ha “aiutato a mettere a posto le cose”?

“Il suo lavoro è stato ottimo in tutti i sensi. Avevo riconquistato la donna che avevo perso e abbiamo organizzato il matrimonio. Ho messo insieme la band e abbiamo pure iniziato a registrare in casa mia: mettendo la batteria al posto della tavola da pranzo, spostando una cosa o l’altra. Sembrava tutto andare ok, poi il matrimonio è stato annullato. Avevo due alternative: o piangere sul latte versato – e così facendo probabilmente avrei perso tutto; oppure raccogliere le emozioni e lavorare sull’album. Siamo riusciti a finirlo a luglio. E’stato un trauma, avevo molto stress, quando cantavo vedevo sempre nella mia testa il mazzo delle 12 rose con cui avevo pensato di recuperare la mia compagna. Sembravo Bruce Springsteen… Così il produttore è intervenuto professionalmente e come amico e mi ha ricordato una cosa semplice: “la tua testa deve avere il controllo”. Il risultato è che questo è uno dei dischi in cui ho cantato meglio. Un risultato ottenuto grazie all’ottimo apporto di ogni componente della band e dello staff.”

 

Ci sono artisti contemporanei che apprezza, che in qualche modo hanno influenzato il vostro songwriting?

“Io non ho avuto molto tempo per ascoltare musica, ultimamente; ma il mio bassista ascolta tante nuove band… Comunque sono aperto a tutto. Talvolta faccio il dj a Planet rock: posso metter quello che voglio. Ho suonato di tutto, i miei riferimenti sono vastissimi: anche i Nine Inch Nails, per esempio… Amo la loro batteria, il loro aspetto drammatico …Ma anche i classici come Led Zeppelin, Who…. Poi ogni membro della band mi ha fatto sentire qualcosa: ho ascoltato anche la Pfm! …In modo subliminale le influenze sono entrate. Ma ero molto ispirato; se l’ispirazione può partire a volte anche dall’ascolto – ad esempio, da un riff dei Killing Joke – la cosa importante è comunque che ogni canzone alla fine suoni solo come un pezzo tuo: un brano di Fish al 100%. …A proposito di ascolti…La cosa buffa è che mia figlia, che ha 17 anni e ascolta Foo Fighters e Nirvana, ha scoperto che Grohl ascoltava il classic rock di Who, Genesis.. E così, come altri, tramite loro è arrivata a noi! Ed ora dice: “la musica della vostra epoca è fantastica”. E’ bello, tanti ragazzi vanno appositamente a riscoprire le cose vecchie. …Le nuove band, invece – quelle da mp3, la Mtv generation – non mi piacciono molto: fanno un paio di canzoni buone, ma il resto del cd è di b-side. Non è il mio approccio: resto un ragazzo della vecchia generazione, io voglio fare grandi album. Voglio combattere contro tutto, non arrendermi passivamente a certi costumi attuali.”

 

Crede che un giorno si riunirà con i Marillion?

“Sono soddisfatto più così; ho maggiore controllo, posso lavorare di chimica, di energia; le direzioni sono libere, io sono libero, ho piena fiducia negli altri ma l’ultima parola spetta a me; c’è dialogo, ma sempre il mio controllo. Mi piace dare libertà, mantenere un occhio e vedere cosa succede. Cambiare le energie, i membri della band, è modificare gli elementi chimici per trovare nuove soluzioni. Una cosa più che buona. Con i Marillon ero frustato perché era difficile andare avanti, i ruoli erano fissi, gli impegni fissi. Ora sono libero…”

 

Com’è andata la vendita online del suo cd? Cosa pensa dell’idea dei Radiohead di vendere il loro ultimo lavoro a offerta libera e in generale del downloading, magari gratuito, degli mp3?

“La vendita del cd via web è andata molto bene, ho venduto quasi tutte le 10.000 copie limited edition del disco. Produrlo mi è costato 60.000 sterline, l’avessi proposto ad una label forse me l’avrebbero rifiutato per com’era, e comunque avrei ricavato tipo una 1 sterlina; così, l’ho fatto ricco appositamente per i fan e mi sono ripagato alla grande non solo le spese, ma anche i giri promozionali che sto facendo in tutta Europa. Il sito per me è quindi una cosa fondamentale e una  pietra miliare. Sono orgoglioso di questa produzione limited edition: mi è sembrato di essere tornato ai vecchi tempi dei vecchi vinili. La differenza tra come funzionavano le cose ora e nel passato, è che prima c’erano fuochi d’artificio per mesi e il disco poi scompariva; ora – come è successo in Italia, dove sono venuto nei mesi passati – la promozione va piano piano: un’onda lenta ma lunga. Per “13th star” è stato fondamentale che se ne parlasse via internet, il tam tam tra fan… Se uno compra un rivista, magari ci sono troppe pubblicità, troppi cd presentati: è difficile focalizzare un buon prodotto. Quindi credo che la pubblicità migliore – e non solo per i miei dischi – sia il passaparola. Quanto alla quaestio del download, magari libero… Io sono un professionista, la vita costa anche per me: devo pagare tutto e finora l’ho fatto con la musica. Non sono milionario e non lo desidero, sarebbe problematico. Ma è giusto che il mio lavoro, i miei investimenti siano ripagati. Poi i pirati non possono avere un dg-pack con dvd, booklet di decine di pagine, foto … Acquisire un supporto simile è come comprare un vecchio album o un libro; lo prendi e dici: “è mio”; e la qualità è maggiore. E’ vero però che l’mp3 lo scarichi da tutte le parti del mondo. Sono approcci differenti.”

 

Evitabile sottolineare cosa preferisce l’autodefinitosi “ragazzo della vecchia generazione”…

Prima di salutarci, Fish ci fa sapere che se tutto va secondo i suoi piani tornerà presto in Italia per live esplosivi. I fan sono avvisati. Una chicca per gli amanti delle gourmandises: nella sezione di downloading a pagamento del suo sito è possibile scaricare a prezzi bassissimi tre live-tracks registrate a Roma il 30 novembre 2007 alla stazione della Birra. La morale è che il pesce nuota ancora: tuffatevi nella sua rete, ascoltate la tredicesima, brillante stella della sua costellazione di dischi.

ValerioVenturi

 

http://www.the-company.com

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