Valerioventuri’s Weblog

febbraio 21, 2008

Ebay part. 2: intervista a Andrea Polo sullo sciopero degli utenti

Filed under: attualità,curiosità,europa/mondo,interviste,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 11:46 pm

per il secoloxix

«MILANO. Lo sciopero contro ebay? Una mezza bufala. Parola di Andrea Polo, responsabile della comunicazione della sezione italiana dell’azienda. «Sono state messe in giro notizie scorrette, riprese a destra e sinistra, che hanno preso proporzioni assurde: informazioni sbilanciate rispetto alla realtà. »

La questione aveva fatto il giro della rete ed era stata utilizzata da organi di informazioni d’ogni dove: gli utenti eBay si dicevano pronti ad effettuare il primo sciopero digitale per protestare contro il network, reo di aver cambiato le regole di scambio. Non digerita la normativa che prevede la cancellazione dei feedback negativi nei confronti degli acquirenti. Tutto vero. Ma le dimensioni del fenomeno spiegano meglio le cose. Polo: «Basti pensare che su 5 milioni di utenti in Italia, solo 180 hanno firmato la petizione dicendo “facciamo sciopero”. Senza dubbio il cambiamento delle norme è stato forte e c’è stata necessità di chiarire: ma abbiamo fatto workshop, forum, sfruttato eventi per spiegare. Come quello organizzato a Venezia e di cui si è parlato: una tappa annuale, già programmata, della “ebay university”, un tour formativo e non una trattativa con il fronte dei ribelli. In quell’occasione non è arrivata una sola domanda sulla questione dei feedback, l’argomento era chiaro a tutti. Mi sembra quindi ci sia una cervelloticità folle dietro certe strumentalizzazioni. Poi è ovvio: va a nostro beneficio fare gli interessi dei clienti; e il sito non ha subito gli scossoni che le previsioni apocalittiche prevedevano»

Perché le regole di ebay sono cambiate?

«Siamo impegnati da tempo per garantire la sicurezza della transazione; uno dei pilastri su cui ci si è sempre basati è il feedback, meccanismo di trasparenza: chi operava poteva farlo tranquillamente con lo ‘storico’ di chi aveva davanti; ma con il crescere delle dimensioni sono aumentate le difficoltà. Il mondo online è come quello offline, può capitare ci siano persone che si approfittano della situazione. Dati alla mano, abbiamo visto che molti venditori usavano i feedback come strumento di ricatto. Un esempio: paypal, utilizzato per i pagamenti, ha delle commissioni. E’ successo che x comprava un cellulare da y a 100; finita la trattativa, y chiedeva a x 110 dicendo: “mi devi anche la commissione se no ti lascio un commento negativo”; x per paura normalmente saldava; ma non tornava più su ebay. Così certi feedback negativi rimanevano non espressi, nessuno poteva distinguere un venditore onesto da uno disonesto, alcuni utenti non hanno più usato il sito e i buyers regolari hanno fatturato meno. Siamo corsi ai ripari.»

Novità oltre alla questione sollevata dalla fronda?

«I compratori non paganti o con controversie non lasceranno feedback; se ne potranno inserire di multipli seppur in momenti diversi; la storia di un venditore sarà considerata sulla base del comportamento tenuto solo nell’ultimo anno; da adesso in poi, gli oggetti non saranno più presentati per scadenza, ma  per rilevanza. Ai primi posti ci saranno i commercianti senza segnalazioni, premiati con maggiore visibilità, che siano professionali o privati. Questo è un mutamento valido per ora solo in Italia, paese-pilota. …Sono solo alcune delle tante iniziative tralasciate dai media.»

Obiettivo unico, la sicurezza?

«Il commercio elettronico è una realtà che si sta affermando; ma se non si diffonde la cultura di uno scambio sicuro e corretto, non diventerà mai realtà. E’ importante che ebay faccia da apripista per dare regole, auto-abilità. D’altronde le statistiche parlano chiaro: in Italia, se si somma chi compra on web e chi non compra per dubbi sulla sicurezza, non si arrivava al 20% della popolazione; ciò significa che il restante 80 % non si è neanche posto il problema di usare internet per fare acquisti. Più informazioni corrette giovano a noi ma anche all’economia in generale: si favoriscono occasioni, si creano posti di lavoro, fonti di reddito; e si rimane al passo con il resto d’Europa.»

Comprare su rete è sicuro?

«Si fanno facili sensazionalismi, ma se si analizzano i casi si scopre che chi ha avuto difficoltà ha sbagliato facendo azioni che nella vita off-line non avrebbe fatto mai: spedire soldi in busta chiusa ad un buyers oltre confine in contanti perché dice di essere in vacanza… Il discorso è che a volte occorre semplicemente stare all’erta.»

Valerio Venturi

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