Valerioventuri’s Weblog

febbraio 1, 2008

Violenza in Kenya, la testimonianza di Msf

Filed under: attualità,europa/mondo,interviste — valerioventuri @ 4:40 pm

per il secolo xix

Milano. Il Kenya è un paese in bilico. La notizia che fa sperare è che a Nairobi è cominciato il negoziato tra Kibaki e Odinga. La mediazione di Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite, cerca di portare pace tra opposizione e governo, in crisi dai giorni delle ultime, contestatissime elezioni vinte dall’attuale presidente. La notizia cattiva è la sintesi dei fatti del giorno, mix di omicidi e violenza. Nelle prime ore di martedì un gruppo di uomini armati ha ucciso Melitus Were, deputato del Movimento Democratico Arancione. Alcune ore dopo la sua morte, almeno sette persone sono state eliminate a colpi di macete in rappresaglie scoppiate a Libera. Quindi a Naivasha due elicotteri militari hanno aperto il fuoco sulla folla che aveva circondato la stazione della polizia locale, all’interno della quale si erano rifugiati alcuni membri della tribù dei Luo. Gli scontri tra le bande tribali della Rift Valley sono ormai fuori controllo e si sono estesi ad altre regioni. E’ caos puro, clima da guerra civile.
L’uomo della Provvidenza è Annan. In Kenya dal 22 gennaio, è riuscito a strappare un accordo formale tra le parti in lotta: «C’e’ un solo Kenya e diverse identità», ha detto. La sua speranza è che avvenga un reale ‘disarmo’ tra i politici contrapposti che non si sono mai legittimati. Kibaki ha lanciato un appello alla calma, Odinga ha sottolineato l’esigenza di fermare l’anarchia che regna sul Paese. Ma rimane molto da fare. Spiega Sergio Cecchini di “Medici Senza Frontiere”: «L’aria rimane tesa. Un nostro team che era in auto tra Kitale e Eldoret ha dovuto superare più di 20 posti di blocco con persone in atteggiamento ostile. Un altro team a Nairasha, una delle zone più violente negli ultimi giorni, ha curato 30 persone ferite gravemente con macete, arma da taglio, bastonate. …Siamo organizzati in squadre mobili, questo ci permette di avere il punto esatto della situazione; anche di controllare le slum di Nairobi, di avere il ‘termometro’: e la preoccupazione è che le tensioni crescano».

Non crede che la mediazione di Annan possa pacificare?

«Le ondate di crudeltà non seguono gli sviluppi dei negoziati e della politica. Se a Nairobi aumenta il controllo, questo non accade nelle zone remote del Paese: a occidente il caos regna incontrollato, il saliscendi non è prevedibile.»

Che tipo di supporto date alla popolazione?

«Assistenza medica ai feriti e supporto a intere famiglie di sfollati. A Ovest fa freddo, ci sono condizioni climatiche che condizionano bambini e anziani. Poi c’è un aspetto di cui si parla poco, quello psicologico: un nemico clinico molto più insidioso di una ferita che viene curata, il cui impatto può avere conseguenze devastanti. Le persone che vedono le loro case bruciate, parenti e amici uccisi, restano segnate a vita.»

Come affrontate il continuo stato d’emergenza?

«Sappiamo che dobbiamo concentrarci sulla mobilità,e sulla ri-destinazione di vari progetti (anti-aids, tubercolosi, delle slum) per la gestione delle emergenze. Purtroppo la tensione durerà. Accesa la scintilla della rivendicazione etnica, le soluzioni non sono mai a breve periodo. Succede lo stesso in molti altri Paesi africani. Vanno sanati equilibri saltati: questo scontro fa uso di odi atavici; fa leva sull’emotività, non su interessi e visioni politiche. Non ci sono gruppi organizzati che si fanno ufficialmente guerra.»

La stagione dell’odio ha mandanti precisi?

«E’ difficile risalire a chi ha acceso per primo il fiammifero. L’unico dato certo è chi è la vittima: tutte le etnie. Domina ancora la rappresaglia; non ci sono fatti scatenanti, ma episodi che si mischiano a risentimento antico, strumentalizzati sia da una parte, sia dall’altra, per avere peso.»

Il mal d’Africa che Kofi Annan cercherà di curare è un virus recrudescente difficile da affrontare. Medici Senza Frontiere si occupa delle tante ferite aperte che ancora sanguinano. (per donazioni: c/c postale n°87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus, via Volturno 58, 00185 Roma).

Valerio Venturi

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