Valerioventuri’s Weblog

febbraio 21, 2008

Cuba dopo Fidel: Caralleros

Filed under: attualità,europa/mondo,interviste,politica — valerioventuri @ 11:50 pm

per il secoloxix

Carlos Caralleros, anticastrista innamorato della Cuba che potrebbe essere, accoglie con unmisto di speranza e scetticismo la notizia del giorno. Speranzoso perché Fidel esce dai giochi; scettico perché resta Raul. Milanese d’adozione dal ’95, Caralleros– ha appena pubblicato “Il gioco dei tempi” per Spirali – parla dell’annuncio del leader maximo come di una «novità tra virgolette». (more…)

Ebay part. 2: intervista a Andrea Polo sullo sciopero degli utenti

Filed under: attualità,curiosità,europa/mondo,interviste,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 11:46 pm

per il secoloxix

«MILANO. Lo sciopero contro ebay? Una mezza bufala. Parola di Andrea Polo, responsabile della comunicazione della sezione italiana dell’azienda. «Sono state messe in giro notizie scorrette, riprese a destra e sinistra, che hanno preso proporzioni assurde: informazioni sbilanciate rispetto alla realtà. »

La questione aveva fatto il giro della rete ed era stata utilizzata da organi di informazioni d’ogni dove: gli utenti eBay si dicevano pronti ad effettuare il primo sciopero digitale per protestare contro il network, reo di aver cambiato le regole di scambio. (more…)

Intervista a Fish, solista ex-Marillion

Filed under: interviste,spettacolo — valerioventuri @ 11:45 pm

Milano – Il pesce è servito. Sir Derek William Dick from Edimburgo torna sulle scene con “13th star”. Classe ’58, ex cantante dei Marillion celebra la rinascita artistica e il tredicesimo album della sua veneranda carriera facendo un salto promozionale a Milano.

Dal 1990 viaggia da solo: “Vigil in a Wilderness of Mirrors” è stato il primo passo verso un’emancipazione ora totalmente compiuta.

Nove album dopo, ecco l’emozione di “13th Star”, cd scritto a quattro mani con il fido Steve Vantsis, bassista della band. Un progetto proiettato in avanti. Il cantante scozzese conferma il suo buon momento accogliendoci con un grosso sorriso per l’intervista concordata. (more…)

Users contro Ebay

Filed under: curiosità,europa/mondo,italia,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 11:43 pm

MILANO. Internauti contro eBay: ed è sciopero della compravendita online. Il sito leader delle aste su web ha fatto infuriare i suoi utenti perché ha deciso unilateralmente di cambiare le regole del gioco. La tenzone è scatenata da una piccola, particolare novità.

Fino a poco tempo fa, ogni persona che decideva di vendere oggetti utilizzando il sito si esponeva al giudizio del compratore dei suoi beni. Esempio: x vende un telefonino, y lo acquista; dopo aver verificato le condizioni dell’oggetto ricevuto da x, pubblica un riscontro per il bene della comunità: «è un buon venditore»; oppure: «ho ricevuto una patacca». Una possibilità reciproca; perché qualche volta è il compratore che non si comporta bene: magari paga meno del previsto, oppure sparisce con il malloppo. Allora è x che dice: «y mi ha compensato regolarmente, è affidabile», oppure: «non risponde alle mie richieste», «mi ha versato sulla ‘postepay’ la metà del dovuto». (more…)

Intervista a Matvejevic: perchè il Kosovo indipendente è pericoloso

Filed under: attualità,europa/mondo,interviste,politica — valerioventuri @ 11:42 pm

MILANO. Il Kosovo indipendente preoccupa Predrag Matvejevic. Padre russo, madre croata, Matvejevic è nato in Bosnia; ora insegna alla Sorbonne di Parigi e alla Sapienza di Roma. E’ studioso stimato dei travagliati paesi balcanici: una zona complessa, che in un modo o nell’altro finisce per coinvolgere, con le sue idiosincrasie, tutta l’Europa. Spiega Matvejevic: «Non dimentichiamo che è da sempre una regione d’asse: da qui passa lo scisma cristiano, cattolico e ortodosso, e nelle frantumazioni si è inserita la componente musulmana. La sua storia riguarda tutti. Ma ognuno vede le sue ragioni, ed è difficile mettere insieme tante contraddizioni.» (more…)

L’indipendenza in Kosovo secondo Save the Children

Filed under: attualità,europa/mondo,interviste,politica — valerioventuri @ 11:41 pm

Milano. Ariel Shaban, che si occupa per “Save the Children” dei progetti in Kosovo, è molto cauto a parlare di ‘indipendenza’. Preferisce attenersi alle parole della sua organizzazione, che – anche per il bene dei bambini – stima migliore non schierarsi. Quello che si percepisce ‘fuori onda’, però, è il timore che la situazione possa precipitare: un riverbero di sviluppi negativi potrebbe aggravare la condizione già difficile in cui si trova la popolazione civile. Primi colpiti i bambini, che già ora vivono tra mille ostacoli. Ancora si pagano le conseguenze della guerra: “Per questo, lavorando in Kosovo per l’educazione e la protezione, seguiamo in particolare i più emarginati: ci sono tantissimi figli abbandonati o orfani; quindi i rom, gli immigrati… ‘Minoranze’ senza sostegno.”
L’indipendenza migliorerà la situazione? Quale il problema più grave per i minori?
“Molti di loro non hanno possibilità di accedere all’educazione a causa della povertà, ma anche per le vecchie strutture statali. Le istituzioni hanno fallito, non hanno dato educazione e supporto. Per tutti i giovani, quale che sia il futuro, servirebbero serie riforme istituzionali fatte sia a livello centrale che locale.”
La comunità internazionale teme che l’indipendenza possa favorire incertezza; qualcuno paventa una regressione culturale….
“Di fatto, molti ragazzi non possono andare a scuola perché non c’è l‘equipaggiamento necessario, non ci sono vestiti per coprirsi, non ci sono trasporti dalle aree rurali. Ma l’accesso ai servizi spesso è frenato dall’attitudine di buona parte dei genitori, che disconosce il valore dell’educazione. Questo è grave. Le forze che devono garantire sicurezza e diritti poi – servizi sociali, polizia, etc – non cooperano tra di loro, non si passano le informazioni… Questo ‘clima’, le divisioni interne, generano cattive influenze nei bambini. E il risultato è che non riescono ad ottenere aiuto, comunque non nei tempi o nei modi giusti.”
Cosa auspicate per il futuro della popolazione e dei minori dell’area?
“E’ importante che si prendano decisioni a livello centrale, che si continuino le riforme, che sia dia sostegno alla popolazione. Speriamo che l’etica del lavoro, il rispetto dei diritti dei piccoli – protetti dalla costituzione kosovara – diventino parte integrante dell’opera di qualsiasi governo; di tutti coloro che hanno a che fare direttamente o indirettamente con i bambini.”
Valerio Venturi

Libertà di stampa: ranking 2008

Filed under: attualità,europa/mondo,italia,politica — valerioventuri @ 11:39 pm

MILANO. Italia come Namibia, Cile, Spagna, Usa. Per “Reporter sans Frontieres” (rsf.org) nel nostro paese i giornalisti hanno buona libertà d’azione. E’ quanto emerge dal rapporto annuale sulla libertà di stampa appena pubblicato dall’associazione internazionale: una fotografia sulla possibilità di espressione a tutto tondo.

Il Belpaese si colloca in fascia ‘b’ insieme ad una schiera nutrita di Paesi: la metà degli stati europei – Francia, Spagna, ex repubbliche jugoslave, Polonia, Romania… – qualche stato africano e sudamericano, Stati Uniti, Australia e Giappone. I primi della classe sono Germania, Austria, Gran Bretagna, paesi del nord Europa, Islanda, Canada e Nuova Zelanda. Dopo di noi, seguono la maggior parte delle regioni del mondo:“problemi sensibili” in Chad, Kenya, India, Venezuela, Mongolia, repubbliche sudamericane…; “situazione difficile” in molti paesi del nord Africa, Russia, Messico…; “situazione molto complessa” in Cuba, Libia, Somalia, Arabia Saudita, Iraq, Iran, Cina e poche altre.

Secondo Robert Mènard e Jean François Juliard, che hanno coordinato la ricerca, l’impossibilità di raccontare gli avvenimenti è parte di una privazione di diritti più ampia, tipica dei regimi dittatoriali: le nazioni in cui i giornalisti perdono la vita sono quelle in cui i governatori operano dispotiamente, la situazione politica è incerta, ci sono o ci sono state guerre e scontri; centri in cui manca la salvaguardia e la protezione efficace di Ong forti. In alcuni di questi non si ascoltano neppure le condanne internazionali: la Ue, ad esempio, si è rivelata inefficace per fermare i boia iraniani di Adnan Hassanpour; allo stesso modo i leader dell’Uzbekistan e dello Zimbawe, per esmpio, attaccano senza sosta e freni ogni oppositore.

Poco meglio va in Cina: l’informazione è controllata, l’azione di censura del governo di Pechino travalica spesso i confini nazionali. L’agenda dei premier europei prevede soffici inviti al rispetto dei diritti se si tratta di dialogare con personaggi del calibro di Hu Jintao o Vladimir Putin, da cui dipende parte del benessere – sono paesi-mercato e fornitori di risorse. La realpolitik, dichiara Rsf, troppo spesso scavalca il diritto di denuncia: è successo in Cecenia, in Chad, in tutte quelle regioni dove tentano di operare reporter che vengono a conoscenza di fatti sgraditi alle autorità locali.

Il risultato di questa bassa tutela del lavoro dei cronisti – continua il report – è in un freddo dato statistico: nel 2008, ogni giorno almeno due giornalisti sono stati imprigionati; ottantasei gli uccisi. I nemici della stampa libera sono corrotti e corruttori, fanatici religiosi, crimine organizzato, movimenti indipendentisti ma anche servizi segreti e funzionari di polizia: veri killer che il più delle volte restano impuniti. E se le brutalità sono specialità dei paesi in via di sviluppo, anche nelle democrazie dell’Ovest – continua Rsf – resta molto da fare: necessario maggiore forza nel rivendicare i diritti fuori patria, lavoro per evitare la polarizzazione dei media, azioni per favorire la concorrenza e l’indipendenza dai poteri forti, protezione della privacy, abolizione di tematiche-taboo. L’Italia prodiana tutto sommato è promossa; ma alcuni segnali sono giudicati negativi: certe norme approvate dal Parlamento – come quelle sull’utilizzo delle intercettazioni – che limitano l’approvigionamento alle ‘sorgenti’ dei fatti politico-giuridici; il fatto che troppi cronisti sono nel mirino della malavita organizzata.

Valerio Venturi

 

Materne di Milano? Illegali

Filed under: attualità,italia,politica — valerioventuri @ 11:37 pm

Milano. Le scuole lombarde sono come quelle del resto del paese: devono tenere le porte aperte per tutti i minori, a prescindere dalla condizione sociale dei genitori. Lo ha stabilito il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni: con la sua sentenza ha praticamente annullato il valore di una circolare stilata dal Comune nelle scorse settimane, una direttiva fortemente contestata dall’opposizione cittadina e criticata da moltissimi intellettuali di tutto il Paese. Nel foglio, l’amministrazione rivendicava il diritto ad escludere dall’iscrizione alle scuole materne i figli di immigrati irregolari. (more…)

Novità e tendenze hi-tech 2008

Filed under: attualità,curiosità,europa/mondo,Tecnologia & scienza — valerioventuri @ 11:36 pm

Milano. Il 2008 si è aperto con un governo crollato. C’è instabilità e la crisi economica galoppa: il pane aumenta, la carne pure…Eppure, gli italiani super-indebitati e lamentosi sono pronti a spendere e spandere anche quello che non hanno per l’ultimo cellulare alla moda, l’ultimo oggetto hi-tech di dubbia utilità ma carinissimo proveniente dall’Oriente. Lo confermano le statistiche: abbiamo quasi due telefonini a testa, li cambiamo con una frequenza schizofrenica, e l’ipod ha conquistato grandi e piccini che fino a ieri neanche ascoltavano musica.
Ci si chiede: quali saranno i tormentoni hitech del nuovo anno? Per cosa svuoteremo le nostre tasche? (more…)

febbraio 14, 2008

San Valentino? Regala uno Yak

Filed under: attualità,curiosità,italia — valerioventuri @ 11:52 pm

MILANO. Che San Valentino sia la festa degli innamorati è cosa discutibile. Di sicuro, la celebrazione pagana con giustificazione para-cattolica garba un sacco a commercianti e aziende di peluche, fiori, gioielli, ristoratori. Non piace per nulla ai single – ma i geni del marketing hanno pensato pure a loro; saranno consolati con San Faustino, protettore specifico del giorno dopo.

Non piace per nulla agli innamorati refrattari alle sirene della pubblicità: un popolo di ‘soldati etici’ che sostengono che il 14 febbraio è una data come un’altra, che ci si può far omaggi in altri momenti senza dover per forza partecipare alla follia della spesa collettiva; una congrega di soggetti ‘ispidi’ che insieme ad altri meno ‘antagonisti’ si fanno problemi di coscienza e non vogliono fare acquisti inutili. (more…)

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