Valerioventuri’s Weblog

gennaio 3, 2008

Parte l’Ecopass, disagi ma aria migliore

Filed under: attualità,italia,politica — valerioventuri @ 12:11 pm

il secoloxix, ilfattonline

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Milano – L’Ecopass diventa realtà. Il 2 gennaio è il personale d-day dei milanesi e dei pendolari che si muovono con mezzi a motore; da ieri, per entrare in città si paga una gabella: un biglietto d’ingresso per il centro cittadino – all’interno della zona dei bastioni, 8 chilometri di area – che tutti o quasi sono tenuti a pagare. L’esperimento si è svolto in una città sonnolenta, ancora sotto gli effetti della sbornia post-Capodanno. Forse per questo, a colpo d’occhio, è riuscito. I mezzi privati in giro per il centro erano meno del solito, l’aria leggermente più respirabile, gli autobus e le metropolitane più frequenti.
Eppure qualcuno ha dovuto ‘delinquere’ e rischiare la multa di 70 euro (più 11 di notifica) nonostante la buona volontà: perché gli Ecopass a metà mattinata erano finiti, in molte tabaccherie e centri autorizzati atm. Certo, si potevano acquistare anche sul sito del comune di Milano: peccato il  portale fosse spesso fuori uso, così come il servizio sms.

Insomma: per dirla con Prodi, rimane ancora molto da ‘bullonare’. Ma nel complesso il bilancio del sindaco Moratti è positivo. Ieri mattina era nella centrale di controllo di via Beccaria. Ha verificato di persona il complesso sistema che supervisiona il traffico verso la city. Quarantatre telecamere individuano e registrano le targhe dei mezzi, un calcolatore centrale confronta con pagamenti e dati e decide se far partire la contravvenzione. Chirurgico. Il sindaco traccia un bilancio a tinte rosa: «Funziona tutto, non ci sono state criticità né ingorghi ai varchi». Secondo i dati del Comune, dalle 7,30 alle 8,30 di mercoledì sono entrate nel centro 3.425 auto e 941 veicoli merci. La percentuale di mezzi a basso impatto è salito dal 60 all’80%, mentre è diminuita la quantità di euro 0 e 1. «L’obiettivo di Ecopass è disincentivare i mezzi inquinanti, quindi bene; ma i risultati andranno valutati tra almeno 12 mesi». Sulle disfunzioni dei sistemi di pagamento parte il ‘mea culpa’, ma «alcune criticità in parte sono già state risolte e in parte le stiamo risolvendo».

Insomma, tutto è bene quel che comincia bene. La sfida di donna Letizia è riuscita, nonostante le difficoltà: «È mio dovere pensare alla salute dei miei cittadini e non alla popolarità», aveva detto. C’è da darle atto: la direttiva – per un anno in via sperimentale – è stata fortemente voluta dal primo cittadino, che ha insistito contro le perplessità e i pareri di gran parte della sua maggioranza. Contro anche la lobby dei bottegai, i sindaci dell’hinterland e, in parte, il presidente della Provincia Penati (Pd).
Eppure il ‘gratta e passa’ è diventato realtà. Una scelta che mette Milano sotto i riflettori: il progetto interessa  molte città – come Genova, Torino, Roma. Una buona riuscita dell’iniziativa favorirebbe l’introduzione di normative analoghe in altre grandi metropoli italiane. L’obiettivo dell’amministrazione meneghina è di ridurre del 30% le emissioni inquinanti. A Londra e Stoccolma – pur se con le rispettive differenze – i risultati si vedono, e i cittadini, prima recalcitranti, ringraziano. Nel capoluogo lombardo?

Per ora le lamentele superano gli elogi: ma più per i disservizi che per l’idea. Elena, universitaria: «sembra che i mezzi pubblici siano stati potenziati. Bene, la città si può girare senza usare l’auto». Giuseppe, che viene da Rho, è invece critico: «non ho trovato i gratta e passa. Poi il problema sono le caldaie, non le auto. Ed è penalizzato chi è povero, vive in periferia e non può cambiare la vecchia macchina.» Sergio, tabaccaio: «molte persone mi chiedono aiuto, non sanno se la loro auto è euro 0, 1, 2…»

Le regole dell’Ecopass milanese sono particolari e complesse: mentre a Londra tutti pagano la stessa cifra, qui si sborsa in proporzione. Le benzina euro 3 e 4 girano liberamente; all’estremo opposto, un diesel pre-euro versa ben 10 euro di giornaliero. Le agevolazioni riguardano solo i residenti del centro – abbonamento annuale a 50 euro – e i disabili. Agenti e padroncini possono

beneficiare di 50 ingressi a metà prezzo, ma oltre i cento si paga tariffa intera. Le lamentele quindi non mancano. Lo Sdi di Boselli cavalca il malumore, oggi prevede una raccolta firme per un referendum abrogativo. Spiega il capogruppo Caputo: «l’odioso balzello peggiorerà la vita dei cittadini dell’hinterland e della periferia, degli artigiani, dei commercianti. E’ la somma del pensiero stravagante di nuovi ricchi e ambientalisti estremi.» Gli ambientalisti ‘estremi’, in verità, plaudono a metà, anche se apprezzano il coraggio e la volontà di ferro della Moratti, che è riuscita a spuntarla. Per Manguzzi (Verdi), mancano le piste ciclabili, il verde, il problema del riscaldamento domestico non è risolto, ma «è il momento di fare il tifo tutti uniti, perché funzioni uno strumento utile, non unico, per ridurre l’inquinamento e raccogliere risorse per l’ambiente.» Chi vivrà vedrà. E chi vedrà, magari vivrà meglio, visto che per inquinamento a

Milano si muore: quasi mille decessi all’anno. Jacopo, 35enne, fa una buona sintesi: «qualcosa bisogna iniziare a fare. L’avanguardia soffre sempre. Comunque, meglio l’ecopass che le balle e le ecoballe.»

 

 
 
 
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