Valerioventuri’s Weblog

novembre 16, 2007

Scioperi in Francia. L’opinione di G.A. Slama

Filed under: attualità,europa/mondo,interviste,politica — valerioventuri @ 3:21 pm

per il secolo xix

Milano – Se Sparta piange Atene non ride: è la tesi di Alain-Gerard Slama, politologo e giornalista francese – firma di LeFigaro e France Soir. L’autore, in Italia pubblicato da Spirali, ci parla della Francia di Sarkozy in riferimento all’Italia e all’Europa. Il suo bilancio è all’insegna della preoccupazione. Non siamo i soli ad avere problemi? «In Francia la situazione è difficile. Ci sono molti scioperi organizzati per protestare contro la politica di austerità varata da Sarkozy: e da noi – a differenza di quanto accade nel vostro paese – così non sono garantiti i servizi fondamentali. …Si tratta in effetti di un moto di insoddisfazione generalizzato per i salari, di inquietudine per il rinnovo dei contratti, per la sicurezza. Malgrado l’apertura ai socialisti, molto popolare, si vede che il malessere nel paese resta profondo. Gli scioperi non fanno che dimostrare che esiste una ‘distanza’ tra cittadini e il governo. La seconda cosa da notare è che c’è una “chirachizzazione” di Sarkozy: deve negoziare in prima persona; magari avanza per piccoli passi, ma le aspettative sono grandi »

E i tempi stretti….
«Il presidente ha preso tutto il potere, ha la responsabilità per tutto. E la cosa è pericolosa, perché non può essere protetto. I risultati si aspettano presto, non in tre anni. Molti giornalisti sottolineano che
la Costituzione gli dà molte facoltà; ma sulle cose fondamentali, non per tutto. Ed è invece Sarkozy che sceglie per l’energia, per i trasporti…Prende personalmente ogni decisione. Niente di simile al passato! Ma se interviene sempre in prima persona, cosa potrà fare in caso di aspro dibattito sociale? …Bisogna pregare per lui!»

…Sarkozy come il re Sole…

«…In effetti non c’è dittatura perché sono garantite le libertà pubbliche e le istituzioni funzionano:
la Francia è uno stato di diritto, con stampa libera. …Non sono le libertà che vengono meno, ma lo ‘spirito’ di libertà è indubbiamente più debole. E’ una differenza importante. Ci sono comportamenti più soft, conformisti, la stampa d’opposizione è molto rispettosa. …Non dico che è auto-censura, ma c’è un aspetto di ‘riservatezza generale’ non adatto alla liberta espressione pubblica. E’ un peccato. Senza dubbio la situazione non è normale.»

E i socialisti nicchiano? Non si sono ancora ripresi dalla sconfitta?

«La vera fortuna del capo dello Stato sta nella debolezza della sinistra. Il partito socialista non ha credito, è diviso e Sarkozy l’ha spiazzato con la sua politica di apertura. E anche sulla Ue sono separati: se facessero un referendum, come qualcuno vorrebbe, potrebbero perderci, e il Presidente guadagnarci.»

La politica estera di Sarkozy, europeista, piace ai francesi?

«Con lui c’è stato di fatto un rilancio considerabile della presenza francese nella costruzione europea. Eravamo finiti totalmente ai margini, ora abbiamo ritrovato una linea, una sorta di leadership che si contende con
la Germania: come nel 1995, quando Chirac aveva marcato anche lui un ‘punto’, promuovendo l’intervento in ex Juogoslavia. Ma penso che per molti versi, per molti elementi siamo arrivati ad una sorta di normalizzazione della politica nazionale. E’ preoccupante, perchè c’è da decidere in un momento di debolezza.»

La ‘rottura’ di ‘monsieur le president’ con Cècilie ha interessato o condizionato l’opinione pubblica?

«Da noi le questioni private dei politici non hanno grandissima influenza sulle opinioni delle persone: Sarkozy sarà giudicato principalmente per la sua politica economica.. Il resto, sono cose che riguardano la stampa. I problemi sono legati alla grande inquietudine che regna nel Paese. Il potere politico è più forte di sempre, come detto, ma la gente si lamenta per i lavoro, i salari; e si temono le conseguenze di ciò che può accadere.»

Se non altro non avete problemi di conflitto tra magistratura e politica…
«E’ senz’altro un po’ meglio che in Italia. I giudici possono fare inchieste sui politici, certamente. I politici indagati, però, ritornano sempre. …Da dire che tra le riforme di Sarkozy è prevista pure quella del codice: ci sono tribunali troppo oberati, quindi bisogna operare. Ma per questo motivo ci sono forti movimenti di protesta di p.m. e avvocati. C’è evidentemente una crisi, anche se non è molto seguita. …La verità è che in Ue abbiamo tutti gli stessi problemi: la sicurezza sociale, gli ospedali… Bisogna cambiare le vecchie abitudini.»

In Francia ha pubblicato il testo “Cinque anni di Purgatorio”, dedicato agli ultimi anni di reggenza Chirac. Attualmente cosa fa il ‘vecchio leone’? Cosa pensa del delfino Sarkozy?

«L’ex presidente ha una fondazione per i diritti dell’uomo; era il sogno della sua vita. Ha ottenuto qualche risultato, ha preso posizioni forse troppo vigorose, ma continua coerentemente in questa direzione anche per i nuovi impegni. Sull’attuale presidente? Fa come De Grulle con Pompidour: detesta Sarkozy ma preferisce tacere.»

 

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