Valerioventuri’s Weblog

settembre 27, 2007

Linkin Park: 2 minuti a mezzanotte

Filed under: interviste,spettacolo — valerioventuri @ 12:25 pm

pubblicato su raro!

Milano. “Minutes to Midnight” – quanti saranno, 2 come per gli Iron Maiden, questi minuti a mezzanotte? – è un disco che non ci si poteva aspettare facilmente dai Linkin Park.
La band californiana, agli onori delle cronache con i precedenti Hybrid Theory e Meteora, ci riprova buttando parzialmente alle ortiche l’etichettatura comoda di “super nu metal band”.
Cambiata la moda o cambiati i modi? Sembra prevalere la sincerità. Mike Shinoda, giovane e carismatico frontman, è chiaro al proposito.

”Se avessi pensato anche solo per un istante di poter essere ‘il salvatore del nu-metal’, i Linkin Park sarebbero già finiti.”


E allora si volta pagina, ritornando alle radici più ‘rock’, al gusto per la composizione libera, per il non programmato. Spiega Shinoda:
“Per fortuna i nostri dischi precedenti sono andati bene e non abbiamo avuto pressioni. E’ stato quindi bello per noi, rilassante, non doversi rimettere subito al lavoro. Ma è stata anche una sfida quando ci siamo ritrovati per “Minute sto Midnight”: ci sono voluti almeno due mesi per rimettere in moto il processo creativo.”
Ma l’insieme gli dà soddisfazione.
“Alla fine abbiamo scritto 150 canzoni in 15 mesi. E quando ti ritrovi a lavorare su un centinaio di demos o a dover scegliere tra una cinquantina di tracce per arrivare alla ciò che apparirà sul disco, a volte sembra di impazzire…Il tutto è stato però molto appagante.”
Cambiato il produttore, la tipologia di brani, i suoni: questo “Minutes to Midnight” non rischia di essere troppo spiazzante?
“In effetti il disco è eterogeneo. Ma è quello che volevamo fare. Volevamo cambiare il nostro sound.”
What I’ve done, il primo singolo, richiama per qualcosa le hit precedenti. Un ponte?
“In effetti rappresenta un mix tra passato e futuro. Ma non volevamo fare, in generale, un disco che suonasse come Meteora o Hybrid Theory. Per questo i suoni di chitarra, ad esempio sono diversi; la batteria è più presente. E’ stato un modo anche per riscoprire noi stessi, le nostre origini. Abbiamo sperimentato nuove forme, nuovi suoni. Ed è un lavoro che abbiamo fatto tutti insieme.” Una maturazione, spiega, per esprimere quello che sono e che vogliono oggi.
D’altronde i testi parlano chiaro. Un messaggio ai detrattori si può maliziosamente estrarre dal testo del primo singolo: “ciò che ho fatto/affronto me stesso/ per tracciare una croce su ciò che sono diventato/cancellare me stesso/e separarmi da ciò che ho fatto. Lascia perdere ciò che hai pensato di me.” …Anche se in realtà, la chiave di lettura è quella esistenzial-sociale. “esprimiamo le cose che i ragazzi della nostra età sentono di dover esprimere.” Ovvero: le inquietudini di un popolo – quello mondiale, giovane – che si sta perdendo nella rincorsa. Non a caso i Linkin Park promuovono l’organizzazione benefica “Music For Relief” – e per questo verranno premiati in novembre in occasione degli Mtv Awards delle Università americane.
…Dopotutto, vengono dalla California, stato dove ancora si respirano ancora grande musica e grande idee, nonostante l’inquinamento…

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