Valerioventuri’s Weblog

luglio 20, 2007

Sgarbi@Vade Retro: intervista all’ass. che va avanti

Filed under: arte,attualità,cultura,interviste,italia,politica — valerioventuri @ 10:27 am

Luglio 20th, 2007

pubblicata su liberazione

Milano. Sgarbi-assessore si incontra con Sgarbi-uomo. Forma contro Sostanza. Il risultato qual’é? Che Milano non accetta “Vade Retro”, invece Sgarbi fa un passo indietro e accetta la Milano morattiana. La domanda sorge spontanea: perché non dare le dimissioni? Ce lo spiega a chiare lettere.
“Non posso accettare il soccorso della sinistra che dice ‘perché non ti dimetti?’, come se facendolo salvassi l’onore. Così mi legittima e questo mi dà un credito; ma in realtà, se facessi le cose che faccio da fuori, sarebbero un decimo. Solo così posso fare una mostra e censurarla… Poi faccio resistenza da quando sono piccolo, e non me ne vado finché non mi cacciano. Non mi dimetto mai, voglio essere dimesso, rimango fino all’ultimo, in trincea; se no tu come fai a divertirti? Ti diverti se c’é uno addormentato che non sa che cazzo dire? Uno che fa ‘arte e monachesimo’, ‘l’ordine terziario francescano’, ‘l’ideale della bellezza nel mondo antico’ – pieno di culi, tra l’altro… Dire poi che non ci sono culi nella Chiesa sarebbe come dire che non ci sono zanzare a Milano. Ad ogni modo: la Moratti mi sostiene sia dandomi ragione che dandomi torto. Perché dandomi torto crea un ‘casus belli ‘che dà senso all’azione.””

Non è che lei é troppo acceso per la Milano morattiana?
“Rappresento il comune in modo anomalo, non convenzionale, omosessuale potrei dire. Milano è accesa, ma pudica e riservata, forse un po’ inadatta a uno come me… Sono diviso tra la difesa della funzione e della persona, tra l’orgoglio di una città che amo e la difesa dell’integrità intellettuale… Con tutti i difetti che si possono avere, due o tre punti di riferimento ci sono. Per me sono la trasgressione, la polemica…”

…E quindi nascono problemi…
“E’ un conflitto tipico tra vita e forma: questo è il tema. Ho la vita che prevale sulla forma come Pannella, Di Pietro, persone che ritengono che il proprio pensiero sia più importante del posto che ricoprono. Questa dimensione può crear problemi, ma grazie alla Moratti mi ritrovo nell’ordine.”

Una “quadratura” che lei accetta per continuare a fare qualcosa. Ma nello specifico, che succede alla mostra “Vade Retro”? Perché l’ha portata avanti e perché non é stata accettata?
“Io volevo che si parlasse di un tema legato alla città. Qui è il dominio incontrastato della cultura gay, non mi sembrava di fare nulla di scandaloso E’ una roba che scandalizza solo i polli.

Che mica sono pochi…
“Io non capisco: quanto più i valori religiosi sono rispettati e rispettabili, tanto più uno se ne deve fregare se il Papa può essere preso in giro. A me sta simpatico il Papa, ma non vedo il problema se viene caricaturato. Se esiste un problema di opportunità o rispetto della persona posso capirlo, ma concettualmente…Non riesco a immaginare perché chi milita nel centrodestra debba avere rigidezza censoria. Ad esempio: la giunta non condivide nulla di quello che fa Dario Fo; non di meno sarà compiaciuta del fatto che lo faccia. Almeno, dovrebbe esserla, ma forse non lo é. Se sei liberale e vedi che il centrodestra ti impedisce di vedere quella cosa per cui dovresti indignarti, viene il dubbio sul fatto che sia un luogo dove la libertà è consentita. Mi ritrovo d’accordo, su questo, con Rifondazione: non bisogna avere paura di niente. E’ quindi un problema grave rispetto all’identità stessa del centrodestra…Ma non è un tema facile.”

“Vade Retro” andrà avanti? In che forma e dove?
“La situazione non è chiara. Io non vorrei andasse via, ma chi ci porto a vederla? Dino Risi, Monicelli… è bellino farla vedere cosi, in privato.”

Se si fa a Napoli, per tutti?
“Non posso compiacermi del fatto che vada lì, anche se può compiacere Sgarbi-uomo. Sgarbi-forma non può. Ma non credo che la giunta cambierà idea, ammesso che la giunta abbia un’idea.”

Per Napoli però ha posto il veto un tale Mastella.
“Mastella ha fatto perdere alla sinistra l’integrità di una posizione liberale, si è scoperto con lui che forme d’integralismo sono sia a destra, dove molti le aspettano, sia a sinistra dove nessuno se le aspetterebbe. Da questo punto di vista é braccio destro della Moratti.”

..Che é la ‘capa’ della variegata coalizione che la censura e l’apprezza…
“Ho cercato di spiegare a Botero che il ‘w’ sulla patonza della sua scultura aumentava il valore dell’opera perché rientrava in una forma di situazionismo, nel momento in cui la città era totalmente soggiogata dal tema sulla mostra gay: non ha capito il valore del messaggio. …E’ evidente che vi sono molte occasioni di contraddizione: la prima è stata quella interna all’amministrazione, del patrocinio dato alla serata per Versace, uno show tutto interno alla tematica omosessuale e con allusioni al mondo dei bimbi che sono quelli per cui la Moratti ha posto la censura su alcune opere purissime.”

…Quella è scappata. Ma che succederà, poi?
“Per l’avvenire la programmazione può presentare motivi singoli di trasgressione. “Vade Retro” era il fatto più ardito: volevo che richiamasse una curiosità non soltanto artistica, pensando che si sarebbe creato un dibattito. Lo schema d’altronde fu anticipato. I due bimbi di Cattelan appesi all’albero, a Torino sarebbero rimasti senza nessuno che li filasse, qui li hanno tolti. Cattelan, poveraccio, marginale, ha così aumentato il valore. Milano anche con un’azione negativa favorisce la discussione. Allora io non posso essere contrario alla contraddizione, perché porta elementi fertili, mentre l’indifferenza toglie il divertimento. Benedetta censura, e Benedetto XVI! L’arte deve investire la vita. “Vade Retro” ha fatto discutere; a me ha dato l’onore della difesa intellettuale della libertà. Certo per la città non è bello. Tirano vuole la mostra: ora, che pure Tirano la voglia e no…! Ci penserà la Moratti, a trarre le conseguenze. Però, ripeto, tutto bene, perché finalmente l’arte, che è una chiavica che riguarda 4 collezionisti ricchi e stronzi, diventa qualcosa che tocca anche i ragazzi che anziché drogarsi per una volta ne parlano. Quindi sono felice di ciò di cui avrei dovuto essere dispiaciuto.”

E Milano, che cosa dire di Milano?
“Milano non è una città spenta. Una persona che voglia seguire tutto ha difficoltà non per le tematiche ma per il troppo che c’é. Di questo troppo e tanto non c’e sufficiente memoria e testimonianza. E’ dai tempi del Borromeo che non va cosi. A Roma, rispetto alla nostra quantità è capitato un centesimo. Per questo non dobbiamo lamentarci. Scriviamo che siamo dei pezzi di merda ma diciamo anche cosa c’é.”

Si riferisce ai Musei?
“I musei sono dei cessi: quante persone ci vanno? Devo farne per compiacere quattro stronzi che amano l’arte contemporanea? Non vedo utilità: meglio testimonianze forti. Non me ne frega niente di cosa piace a Bonito Oliva: io ho un’altra idea; l’arte deve occupare pesantemente la vita. Questa cosa fortunatamente è accaduta, e le cose accadono se c’é qualcuno che se ne occupa.”

Perché la vera arte, ci spiega, non é quella ‘decorativa, che provoca, quella che ci si apetta: cioé merda’; ma l’arte implicata, quella che va ad investire la vita e le visioni.
Sapessi come é strano, fare l’assessore alla cultura a Milano. Tanti auguri.

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