Valerioventuri’s Weblog

aprile 14, 2007

Grosso guaio a Chinatown

Filed under: attualità,italia,politica — valerioventuri @ 10:33 am

Aprile 14th, 2007

Milano. Il day-after milanese del ‘Grosso Guaio a Chinatown’ ha i ritmi della primavera. In via Paolo Sarpi, dopo la guerriglia di giovedì – scontri tra centinaia di cinesi e forze dell’ordine, una ventina di feriti, auto distrutte – regna la calma. Una parentesi, ci tengono a precisare gli abitanti della zona. Perché nella Chinatown più vecchia d’Europa, i problemi ci sono stati, ci sono e sono destinati a rimanere.
Dalle finestre che danno sulla via sono comparsi tricolori e bandiere arancioni con su scritto: “Vivi…Sarpi no all’ingrosso e all’illegalità”. Sono quelle che i residenti italiani avevano già esposto in passato, per protestare contro il proliferare di negozi all’ingrosso gestiti da cinesi. Ma anche i cinesi hanno issato i loro vessili. E la palla è tornata al centro.
La celere è rimasta per garantire l’ordine: hanno stazionato per tutta la notte due camionette della Polizia, e in mattinata il quartiere è stato presidiato. Poco tempo dopo, è giunta da Pechino una nota ufficiale diffusa dal ministero degli Esteri cinese sulla giornata di Milano. Il funzionario chiama alla misura, e auspica che l’Italia “risolva con equilibrio” i problemi, nel rispetto “delle ragionevoli esigenze e degli interessi legali dei cinesi”; quindi ricostruisce i fatti. Non si sarebbe trattato di un caso isolato: «si sono spesso lamentati della polizia». Ma l’origine della rivolta è comunque attribuita ad un “problema di parcheggio”.
In effetti, tutto è iniziato per una banale infrazione del codice della strada.
Un semplice verbale è bastato per far scatenare il putiferio. La 26enne cinese fermata, dimessa dal Fatebenefratelli «senza riscontrati danni fisici» e ricoverata nella clinica Santa Rita, si giustifica: «non sapevo che in auto non si possono trasportare merci. Va bene la multa, ma ho chiesto indietro il libretto alla vigilessa, un favore, a noi serve per sopravvivere. Ma lei fatto finta di non sentire e parlato male dei cinesi».
Ad ogni modo, l’episodio di giovedì testimonia uno stato di crescente tensione, generato da un cambiamento di gestione delle cose da parte della municipalità. La Moratti l’aveva promesso: i problemi sono da risolvere a muso duro, portando la legalità con intransigenza in una zona che è sempre stata, in senso lato, a parte. Con grandi lamentele dei residenti italiani, da sempre frustrati dalla mancanza d’ordine e di rispetto degli spazi comuni nelle vie del quartiere: sotto accusa, soprattutto i negozi all’ingrosso; nella via, il 75% delle attività sono di commercio, e il 91% dei beni venduti non sono alimentari. Si tratta, soprattutto, di grossi negozi di merci low cost fabbricate in Cina, pronte ad essere smistate in esercizi più piccoli. La presenza di tali mercati, accentratori della quasi totalità delle ‘luci’ commerciali su strada, causa un traffico infinito di merci e di persone che si muovono nell’area senza troppo zelo per la legge. Sotto accusa, il metodo di trasporto di materiale con carrelli.
E proprio di qui parte la recente ‘riscossa’ morattiana: i vigili sono tenuti a multare chiunque infranga il codice della strada (divieti di sosta, seconda fila) ed anche chi trasporta materiale in modo non concesso: è ‘uso improprio del suolo pubblico’. I cinesi dicono che così non possono lavorare; gli italiani tirano un respiro di sollievo. Poi ci sono i progetti a medio-lungo termine, che inquietano gli orientali: la pedonalizzazione della zona e il trasferimento in periferia dei market all’ingrosso; di fatto, sarebbe così ‘smantellata’ l’intera struttura sulla quale si muove l’industria degli immigrati di Chinatown.
Il Centrosinistra non è contrario al trasferimento dell’ingrosso all’Ortomercato. Ma per Majorino (Ds), occorre anche «rafforzare la mediazione culturale”. Soprattutto, per molti occorreva arrivare al ripristino della legalità con più tatto. Ma gli abitanti della via, nonostante la preoccupazione, non biasimano l’operato della ‘sindachessa’, che “fa quello che i predecessori dovevano fare”, come spiega il titolare di un bar. La Moratti, d’altronde, è determinata: “lì c’era l’abitudine a violare le regole. Adesso, per la prima volta, le facciamo rispettare. Valgono per tutti. Non faremo passi indietro”. Berlusconi: “Milano si trova, come altre grandi aree metropolitane, al centro di una situazione complessa. Proprio per queste ragioni la linea da seguire è quella delle politiche sociali ma anche del rispetto delle regole”. Zhang, console della RPC, chiosa: “ho chiesto un incontro con il sindaco: prima ci vedremo, meglio sarà”.

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