Valerioventuri’s Weblog

ottobre 26, 2006

Muori bene, se proprio devi farlo

Filed under: attualità,curiosità,italia — valerioventuri @ 10:58 am

Scritto da Valerio Venturi    
giovedì 26 ottobre 2006 
Milano. Già morire, diciamolo, non è proprio un granché. Ancora peggio se, da defunti, si è celebrati in malo modo, in fretta, in luoghi che nulla concedono al raccoglimento e magari troppo all’immaginazione: grigie camere ardenti pubbliche, stanze d’ospedale con sconosciuti che pascolano… Per risolvere problemi come questi è appena sorta a Milano, città d’avanguardia anche per la necroforìa, la “Casa Funeraria San Siro”. La novità, che piacerebbe non poco ai protagonisti del serial “Six Feet Undred” e al Foscolo dei “Sepolcri”, è di fatto un palazzone dedicato al post-mortem, costruito sulla base dei modelli già esistenti nelle principali capitali europee.
Stanze ampie ed eleganti saloni dotati di ogni confort, ideali per ospitare le famiglie e gli amici nella veglia funebre. I locali – manco a dirlo, se no non si capirebbe il vantaggio di questo servizio accessorio a pagamento – sono assolutamente indipendenti gli uni dagli altri, e sono tutti dotati di una moderna camera ardente annessa. Si può fare anche il caffè. Al piano terra c’è la hall con un bar per ricevere i dolenti visitatori. Quindi il punto di forza: la sala anatomica. Spiegano: “qui praticheremo la tanatoprassi, un’arte già radicata in tanti paesi civili. Ne faremo anche un’Accademia, per insegnarla agli allievi. Praticamente miglioriamo l’aspetto del defunto, spesso offeso per malattia e incidenti”. Una specie di specifica beauty-farm, un ‘camerino ardente’, se si passa il sarcasmo ‘noir’. Quindi, ci sono le otto ‘hall’ per otto famiglie. “Il tutto mi è costato cinque milioni di euro. Ma finalmente realizzo il sogno di una vita”, spiega Alcide Cerato, 66 anni, titolare della più grande impresa di pompe funebri italiana – un centinaio di dipendenti e quarant’anni di innovazioni scenografiche. La struttura, dai colori chiari e luminosi – bandito assolutamente il nero, a favore di un più garbato perla-blu – vanta soprattutto un salone spaziosissimo dove è possibile riunirsi per commemorazioni e celebrazioni private, pubbliche e istituzionali. Ché, lo si sa, se c’è chi piange ai funerali, c’è pure chi mangia le tartine; senza cinismo, solo che qualcuno usa così. Anzi, sarà il trend del nuovo millennio anche da noi, sostiene Cerato. D’altronde, se si crede nell’Aldilà e nella bontà del caro estinto, non ci sarebbe niente né da recriminare né da piangere. Tant’é… Oltre alle stanze di cui sopra, il bello della “Casa Funeraria San Siro” è che è in generale una location dove non esiste la fretta. Di sicuro, se questo non é un problema dell’amato scomparso – nell’Oltretomba il tempo dovrebbe essere acqua passata – magari lo è per la sua famiglia, costretta a organizzarsi tra turni e permessi vari per garantire al parente deceduto una dipartita dignitosa, almeno per l’aspetto ‘terreno’ della vicenda. Perciò, al di là di ogni ironia, è facile che tale servizio offerto dalla San Siro trovi un vasto consenso di pubblico. “La nostra impresa, storica, milanese, prosegue semplicemente nella sua tradizionale attività di Onoranze Funebri, solo in modo moderno”, sostengono i gerenti. Così, dopo l’organizzazione dei funerali, dei trasporti in tutto il mondo, dei servizi di cremazione e di arte funeraria, hanno dato vita – è proprio il caso di dirlo – a questa inedito centro di eccellenza: nato stavolta non per salvare corpi – come l’Ospedale San Raffaele, il Niguarda – ma per dare pace alle anime. “Sono numerose le famiglie che non ritengono opportuno esporre il proprio caro nell’abitazione privata o in ospedali e cliniche. L’utilizzo della nostra ‘Casa Funeraria’ non rappresenta soltanto il ricorso ad una equipe qualificata ed altamente specializzata, ma anche la garanzia del rispetto e della tutela di tutte le norme igienico-ambientali.” E qui sarebbe felice anche Napoleone, che con l’editto di Saint Cloud inviso a Foscolo decretò lo spostamento dei cimiteri lontano dalle case e dai pubblici uffici. Inoltre, “il progetto San Siro, primo del genere in Italia, é realizzato nel pieno rispetto delle tradizioni, del decoro e delle diverse confessioni religiose.” Ce n’è per tutti gusti, insomma. A due passi dal cimitero di Baggio. “E’ la nostra missione: vogliamo dare da sempre il conforto e la tranquillità di sentirsi uniti come a casa propria.” Nell’attesa di ricongiungersi in beatitudine nella dimora del Signore. Generalmente, senza fretta alcuna. Valerio Venturi Milano. Già morire, diciamolo, non è proprio un granché. Ancora peggio se, da defunti, si è celebrati in malo modo, in fretta, in luoghi che nulla concedono al raccoglimento e magari troppo all’immaginazione: grigie camere ardenti pubbliche, stanze d’ospedale con sconosciuti che pascolano… Per risolvere problemi come questi è appena sorta a Milano, città d’avanguardia anche per la necroforìa, la “Casa Funeraria San Siro”. La novità, che piacerebbe non poco ai protagonisti del serial “Six Feet Undred” e al Foscolo dei “Sepolcri”, è di fatto un palazzone dedicato al post-mortem, costruito sulla base dei modelli già esistenti nelle principali capitali europee. Stanze ampie ed eleganti saloni dotati di ogni confort, ideali per ospitare le famiglie e gli amici nella veglia funebre. I locali – manco a dirlo, se no non si capirebbe il vantaggio di questo servizio accessorio a pagamento – sono assolutamente indipendenti gli uni dagli altri, e sono tutti dotati di una moderna camera ardente annessa. Si può fare anche il caffè. Al piano terra c’è la hall con un bar per ricevere i dolenti visitatori. Quindi il punto di forza: la sala anatomica. Spiegano: “qui praticheremo la tanatoprassi, un’arte già radicata in tanti paesi civili. Ne faremo anche un’Accademia, per insegnarla agli allievi. Praticamente miglioriamo l’aspetto del defunto, spesso offeso per malattia e incidenti”. Una specie di specifica beauty-farm, un ‘camerino ardente’, se si passa il sarcasmo ‘noir’. Quindi, ci sono le otto ‘hall’ per otto famiglie. “Il tutto mi è costato cinque milioni di euro. Ma finalmente realizzo il sogno di una vita”, spiega Alcide Cerato, 66 anni, titolare della più grande impresa di pompe funebri italiana – un centinaio di dipendenti e quarant’anni di innovazioni scenografiche. La struttura, dai colori chiari e luminosi – bandito assolutamente il nero, a favore di un più garbato perla-blu – vanta soprattutto un salone spaziosissimo dove è possibile riunirsi per commemorazioni e celebrazioni private, pubbliche e istituzionali. Ché, lo si sa, se c’è chi piange ai funerali, c’è pure chi mangia le tartine; senza cinismo, solo che qualcuno usa così. Anzi, sarà il trend del nuovo millennio anche da noi, sostiene Cerato. D’altronde, se si crede nell’Aldilà e nella bontà del caro estinto, non ci sarebbe niente né da recriminare né da piangere. Tant’é… Oltre alle stanze di cui sopra, il bello della “Casa Funeraria San Siro” è che è in generale una location dove non esiste la fretta. Di sicuro, se questo non é un problema dell’amato scomparso – nell’Oltretomba il tempo dovrebbe essere acqua passata – magari lo è per la sua famiglia, costretta a organizzarsi tra turni e permessi vari per garantire al parente deceduto una dipartita dignitosa, almeno per l’aspetto ‘terreno’ della vicenda. Perciò, al di là di ogni ironia, è facile che tale servizio offerto dalla San Siro trovi un vasto consenso di pubblico. “La nostra impresa, storica, milanese, prosegue semplicemente nella sua tradizionale attività di Onoranze Funebri, solo in modo moderno”, sostengono i gerenti. Così, dopo l’organizzazione dei funerali, dei trasporti in tutto il mondo, dei servizi di cremazione e di arte funeraria, hanno dato vita – è proprio il caso di dirlo – a questa inedito centro di eccellenza: nato stavolta non per salvare corpi – come l’Ospedale San Raffaele, il Niguarda – ma per dare pace alle anime. “Sono numerose le famiglie che non ritengono opportuno esporre il proprio caro nell’abitazione privata o in ospedali e cliniche. L’utilizzo della nostra ‘Casa Funeraria’ non rappresenta soltanto il ricorso ad una equipe qualificata ed altamente specializzata, ma anche la garanzia del rispetto e della tutela di tutte le norme igienico-ambientali.” E qui sarebbe felice anche Napoleone, che con l’editto di Saint Cloud inviso a Foscolo decretò lo spostamento dei cimiteri lontano dalle case e dai pubblici uffici. Inoltre, “il progetto San Siro, primo del genere in Italia, é realizzato nel pieno rispetto delle tradizioni, del decoro e delle diverse confessioni religiose.” Ce n’è per tutti gusti, insomma. A due passi dal cimitero di Baggio. “E’ la nostra missio
ne: vogliamo dare da sempre il conforto e la tranquillità di sentirsi uniti come a casa propria.” Nell’attesa di ricongiungersi in beatitudine nella dimora del Signore. Generalmente, senza fretta alcuna. 

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: