Valerioventuri’s Weblog

giugno 27, 2006

A morte il maiale – la Turchia (moderna?)

Filed under: attualità,curiosità,europa/mondo,politica — valerioventuri @ 11:00 am

Scritto da Valerio Venturi    
martedì 27 giugno 2006 
Milano. Pimpi come Socrate. Il maialino a righe viola-rosa delle avventure di Winnie the Pooh, idolo dei bimbi di mezzo mondo, è tacciato come il filosofo ateniese di corrompere i giovani: sotto tiro, questa volta, sarebbero i ragazzini musulmani di Instanbul e dintorni; per la precisione, gli infanti islamici che abitano in Turchia e che in Turchia vedono la televisione pubblica. Pimpi, di fatto, non ha compiuto alcun crimine. Ma ha comunque una grave colpa, sebbene solo ‘ontologica’: nonostante sia simpatico, Pimpi resta un porco. Nessun giudizio morale, nella definizione, nessun Savoia-Gate all’orizzonte. Pimpi é ‘biologicamente’ un suino e in quanto tale ‘impuro’ e potenzialmente ‘offensivo’ per i seguaci del profeta Mohammad che guardano il piccolo schermo in Turchia. Per questo motivo l’emittente pubblica della Mezzaluna, controllata dallo Stato come la nostra Rai, ha deciso di estromettere dalla programmazione nella fascia oraria dedicata ai bambini il cartone animato firmato Disney. Niente etere per le imprese del tenero orso arancione e dei suoi amici: a qualche dirigente è parso pericoloso mandare in onda le puntate di una cartoon che, tra gli attori, prevede anche un baby-verro: per taluni, i maiali, in Turchia, non arriveranno mai: né cotti, né insaccati né disegnati. Una decisione radicale che ha colto di sorpresa l’opinione pubblica europea, già in larga misura contraria all’ingresso della Turchia nell’Unione: troppe differenze culturali, troppa disinvoltura nel rispetto dei diritti civili – delle donne e delle minoranze etniche. Ma se in oriente c’è chi minimizza, è sicuro che ancora una volta i tradizionalisti sono riusciti ad imporre il loro veto nello spazio teoricamente ‘laico’ della tv di stato. Una decisione presa ‘a priori’ da amministratori giudicati dagli esperti più ‘realisti del re’, ma comunque espressione di un certo modo di pensare che a Costantinopoli ancora impone la sua forza. C’è poi da considerare che la specificità della religione islamica – che non prevede l’esistenza di un ‘clero’ universalmente riconosciuto e legittimo – permette un’interpretazione della ‘legge’ che spesso suona surreale, ma che non manca di fare presa su larghi strati della popolazione: anche nell’ex vecchio Impero Ottomano, luogo fisico a due passi dalla Grecia, un tempo ricordato per la tolleranza espressa nell’ambito interreligioso. Non a caso il problema delle interpretazioni della Sharia è in queste ore al centro delle preoccupazioni di alcuni ‘saggi’ del paese, impegnati nei preparativi di una guida ad hoc scritta per aiutare i fedeli; per fare distinzione tra i veri principi dell’Islam, di tolleranza e rispetto, e le idee estremiste ed illegittime di alcuni carismatici imam. La Turchia rimane di fatto un paese diviso tra modernità e tradizionalismo: da una parte ci sono gli universitari che guardano Mtv e viaggiano in Occidente e gli studenti ‘d’avanguardia’ di Fabrica di Oliviero Toscani. Per altro verso, solo nel 2004 ben più di 40 donne sono state uccise per aver disonorato – magari per futili motivi – il marito e la famiglia. Numeri che fanno storcere il naso ai primi ministri di mezza Europa, quella ‘vecchia’, non completamente filo-americana – giacchè gli Usa, forse per motivi di equilibrio geopolitco, perorano la causa della Turchia nella Ue da anni – che si oppone con forza alla prospettiva di una stella con mezzaluna nella bandiera della Comunità continentale. La novità è che ora, al centro dello scontro, per la prima volta nella storia c’è un personaggio dei cartoni animati. Dopo gli ‘antichi’ veti di marxisti e nazionalisti al topo a stelle e strisce ‘Mickey Mouse’ – Topo Lino, durante il fascismo – ora le cose vanno male per il maiale di Winny the Pooh Pimpi, messo fuori onda dalla tv nazionale turca per non disturbare le famiglie musulmane; per non turbare la vita di bambini, inconsapevoli, che forse così avrebbero incominciato a pensare a fumetti, e che magari sarebbero comunque cresciuti islamici, pure vegetariani. L’attualità, se non altro, compensa la discesa del suino agli inferi con l’ascesa della scimmia in Paradiso: succede in Birmania, dove un uomo, cresciuto per malformazione con una coda di 35 cm, è onorato e riverito come un Dio. 

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